mercoledì 30 novembre 2011

1835 - 1910 Mark Twain

Un banchiere è uno che vi presta l'ombrello quando c'è il sole 
e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere.

Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (Florida, 30 novembre 1835 – Redding, 21 aprile 1910), è stato uno scrittore, umorista, aforista docente statunitense.

lunedì 28 novembre 2011

Con usura



L'anno scorso per un mutuo sulla casa da 100 mila euro si pagavano in 20 anni circa 40 mila euro di interessi. Ai tassi di oggi per lo stesso tipo di mutuo si pagano 55 mila euro. Dopo la bufera sugli spread, avere un finanziamento per comprare l'abitazione costa il 36% in più. «Le banche - denuncia il Centro ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti di Trento, autore della nuova indagine sui mutui - si incamerano i vantaggi derivanti dalla diminuzione dei parametri di riferimento, come l'Euribor e l'Irs».


Come di consueto il Centro consumatori ha chiesto alle banche presenti in Trentino di comunicare le loro offerte. «Ancora una volta - rimarca l'organismo guidato da Paola Francesconi e Carlo Biasior - le Casse Rurali, eccezion fatta per Adamello Brenta, si sono rifiutate di inviare i dati. È evidente che non amano il confronto!». Di 7 delle 11 banche censite, comprese Poste Italiane con Bancoposta, è possibile fare il confronto con l'analoga rilevazione del novembre 2010. All'epoca il tasso fisso per un mutuo casa si aggirava in media attorno al 4,5%, mentre quello variabile era al 2,5%. Tra le offerte a tasso fisso, considerando un mutuo a vent'anni, Bnl Paribas proponeva il 3,99%, Banca di Trento e Bolzano e Bancoposta si attestavano attorno al 4,5%, Credem era al 4,55%, Volksbank al 4,6%, Unicredit al 4,8%, Sella Nord Est Calderari al 4,9%.


Ma la vera convenienza erano i finanziamenti a tasso variabile. L'Euribor era sotto l'1% e gli spread, i margini che le banche aggiungono ai parametri europei, si attestavano da un minimo dell'1% nel caso delle Casse Rurali - allora avevano risposto la Rurale di Aldeno e Cadine e la Giudicarie Valsabbia Paganella - ad un massimo intorno all'1,5%. Tutt'altro scenario dodici mesi dopo, con i titoli di stato tra il 6 e il 7%. Il fisso medio si attesta sul 5,5%, il mutuo a tasso variabile è vicino al 4%. Btb e l'unica Rurale rispondente, la Adamello Brenta, riescono però a fermarsi al 3%, mentre Poste Italiane è al 3,4%. Tra le offerte a tasso fisso, sempre su un mutuo ventennale, si arriva, nel caso di Sella Nord Est, al 6,5%.


Gli interessi da pagare in 20 anni su un prestito di 100 mila euro raddoppiano per il Sella Nord Est e il Credem variabile, fanno un balzo dell'85% per l'Unicredit variabile e crescono tra il 20 e il 40% per le altre banche, con un minimo per il mutuo Volksbank a tasso fisso, per il quale si paga solo il 7% in più. Rispetto all'ultima rilevazione effettuata a giugno, spiega il Centro consumatori, si registrano aumenti degli spread dallo 0,05% fino addirittura all'1,90% e questo si traduce in automatici, maggiori introiti per gli istituti che erogano mutui.


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Mutuo Sociale, nazionalizzazione delle banche e calci in culo ai banchieri! 
Liberiamoci dalla schiavitù.

giovedì 24 novembre 2011

Who shot the President?


Il 4 Giugno del 1963 fu firmato un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto, l'Ordine Esecutivo 11110, che impediva alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. Con un colpo di penna, il presidente Kennedy dichiarò che la Federal Reserve Bank, di proprietà di privati, sarebbe presto fallita. La Christian Law Fellowship ha ricercato questo evento nel Registro Federale e nella biblioteca del Congresso. Possiamo tranquillamente concludere che quest'Ordine Esecutivo non è mai stato abrogato, corretto o superato da nessun Ordine Esecutivo successivo. In parole semplici, è ancora valido.

Dopo che il presidente John Fitzgerald Kennedy - l'autore di "Profiles in Courage" - lo firmò, l'Ordine tornò al governo federale, precisamente al Dipartimento del tesoro, autorizzato costituzionalmente a creare ed emettere la valuta senza passare attraverso la Federal Reserve Bank, di privati. L'ordine esecutivo 11110 del presidente Kennedy (il testo completo è sotto) dette al dipartimento del tesoro il potere esplicito: "di emettere certificati d'argento a fronte di ogni lingotto di argento, dollari d'argento della Tesoreria." Questo significa che per ogni oncia di argento nella cassaforte della Tesoreria degli Stati Uniti, il governo poteva introdurre soldi in circolazione basandosi sui lingotti d'argento fisicamente presenti.

Come risultato, più di 4 miliardi di dollari in banconote degli Stati Uniti sono stati messi in circolazione in tagli da 2 e 5 dollari. Le banconote da 10 e 20 dollari degli Stati Uniti non hanno mai circolato ma furono stampate dal Dipartimento del Tesoro quando Kennedy fu assassinato. Sembra ovvio che il presidente Kennedy sapesse che l'uso delle banconote della Federal Reserve come presunta valuta legale fosse contrario alla Costituzione degli Stati Uniti d'America.

Le "Banconote degli Stati Uniti" furono emesse come valuta senza interessi e senza debiti avallate dalle riserve d'argento nella Tesoreria degli Stati Uniti. Abbiamo confrontato una "Banconota della Federal Reserve" emessa dalla banca centrale privata degli Stati Uniti (la Federal Reserve Bank o Federal Reserve System), con una "Banconota degli Stati Uniti" della tesoreria americana, emessa grazie all'ordine esecutivo del Presidente Kennedy. Sono quasi identiche ad eccezione del fatto che una riporta la dicitura "Banconota della Federal Reserve" e l'altra "Banconota degli Stati Uniti". Inoltre, quella della Federal Reserve ha marchio e numero di serie verdi, e quella degli Stati Uniti a marchio e numero di serie rossi.


Il Presidente Kennedy fu assassinato il 22 novembre del 1963 e le banconote degli Stati Uniti che lui aveva emesso furono immediatamente tolte dalla circolazione. Le banconote della Federal Reserve continuarono a fungere da valuta legale della nazione. I Servizi Segreti americani confermano che il 99% delle banconote in circolazione erano nel 1999 banconote della Federal Reserve.

Kennedy sapeva che le "Banconote degli Stati Uniti" prodotte in base alle riserve argentee si sarebbero ampiamente diffuse e avrebbero eliminato la richiesta delle "Banconote della Federal Reserve". E' una questione economica molto semplice. Le BSU (Banconote degli Stati Uniti) erano emesse sulla base del valore delle riserve argentee e le BFR (Banconote della Federal Reserve) non avevano alcun corrispettivo di valore intrinseco. L'Ordine Esecutivo 11110 avrebbe evitato al debito nazionale di raggiungere il livello attuale (virtualmente quasi tutti i 9000 miliardi del debito federale si sono prodotti dal 1963 in poi) se LBJ o ogni Presidente successivo lo avessero applicato. Il Governo degli Stati Uniti avrebbe avuto il potere di cancellare il debito senza passare per la mediazione delle Federal Reserve Banks e senza l'aggravio di interessi per creare nuovi soldi. L'ordine esecutivo 11110 dette agli Stati Uniti la possibilità di creare i suoi soldi basandosi sul vero valore delll'argento.

tratto da: The Truth Seeker di John p. Curran
www.comedonchisciotte.org

mercoledì 23 novembre 2011

I Martiri di Manchester

Martiri di Manchester è l'epiteto con cui sono conosciuti tre giovani irlandesi, William O'Mera Allen, Michael Larkin e William Goold impiccati sulla pubblica piazza a Manchester il 23 novembre 1867 perché ritenuti colpevoli di avere ucciso un poliziotto inglese, facente parte del convoglio che stava trasferendo nel carcere della contea due prigionieri appartenenti al movimento indipendentista dei Feniani, il colonnello Thomas J. Kelly e il capitano Timothy Deasy.




Cosa è accaduto? Durante il trasferimento il convoglio fu assalito da una trentina di uomini; gli assalitori intimarono ai poliziotti di scorta di aprire il furgone e, al loro rifiuto, spararono sulla serratura, proprio mentre il sergente Brett, che vi si trovava dentro, avvicinava l'occhio al buco della stessa per vedere che cosa stava succedendo: la pallottola centrò l'occhio, arrivò al cervello e il sergente morì sul colpo; una donna che era dentro il furgone prese le chiavi dalla sua tasca, aprì e i due prigioniero riuscirono a fuggire (non furono mai più catturati).

Sebbene la morte del sergente Brett fosse stata del tutto accidentale, egli era comunque un poliziotto vittima di un'azione delittuosa (liberazione di prigionieri e uso di armi da fuoco), che aveva portato a un assassinio, secondo la legge del Felony Murder, cioè di un omicidio commesso durante lo svolgimento di un altro tipo di crimine (legge abolita nel 1957). La polizia catturò ventinove partecipanti all'azione, tra cui William O'Mera Allen, Michael Larking, William Goold, Thomas Maguire ed Edward Stone, che, stando a quanto riferito dalla polizia, erano quelli armati. Maguire fu prosciolto, a Stone la pena fu commutata alla vigilia dell'esecuzione.


In ricordo dell'impiccagione dei tre giovani martiri, quello stesso anno Timothy Daniel Sullivan compose God save Ireland, che dal 1919 al 1926 fu l'inno – non ufficiale – della Repubblica d'Irlanda e dello Stato Libero d'Irlanda.

1901 -1920 Giacomo Schirò



«Ispirato da alto sentimento di patriottismo e civismo, tenne testa risolutamente ad una turba di sovversivi, che vilmente lo avevano aggredito, profferendo parole di vilipendio al Re e alla Patria. Dopo essersi difeso accanitamente con la baionetta, colpendo anche gli avversari, sopraffatto dal numero e respinto entro la sala gioco, cadde con 53 ferite. Abbandonato a terra, morente, con sforzo supremo si trascinò per la sala e raccolta una bandiera strappata a terra, si avvolgeva in essa.»


Giacomo Schirò (Minu Skiroi in albanese; Piana degli Albanesi, 23 novembre 1901 – Piana degli Albanesi, 23 luglio 1920) è stato un militare italiano di etnia arbëreshë (ossia gli albanesi d'Italia, noti anche come greco-albanesi o italo-albanesi, sono una minoranza etnica e linguistica albanese stanziata storicamente in Italia meridionale).
Faceva parte delle formazioni premilitari costituiti nel 1919 dalla Società del Tiro a Segno. Il corpo dei Bersaglieri aveva costituito una di queste formazioni, che riservava ai giovani di leva per il loro futuro incorporamento nei corpi. Giacomo Schirò, dipendeva dal 12º battaglione premilitare dei bersaglieri di Napoli. Promosso caporale per merito, ebbe una breve licenza per potersi recare a Piana degli Albanesi durante le vacanze estive.
Il 23 luglio 1920, mentre ascoltava un concerto in piazza del paese natale vicino al corso principale Kastriota, in divisa di bersagliere, veniva fatto segno a pesanti insulti da parte di numerosi comunisti, dato che il clima politico era molto cambiato rispetto all'anno precedente. La minaccia verbale non tardò a trasformarsi in minaccia fisica, tanto che Schirò dovette impugnare e difendersi con la baionetta in dotazione. Inseguito, per le strade del paese, giunse nei pressi di un circolo ricreativo agricolo, e veniva raggiunto da 53 coltellate mortali.


Con decreto 20 dicembre 1925 veniva concessa la Medaglia d'Oro.

martedì 22 novembre 2011

Libertà è 3/4 dello stipendio al racket


TRENTO - Gli affitti a Trento sono in calo, sia pur di poco. Gioca in positivo la cedolare secca, che ha abbassato il carico fiscale sui proprietari. Ma i livelli restano elevati, al top tra i capoluoghi di regione per quanto riguarda i monolocali, che costano il 12% in più della media nazionale. E, soprattutto, il mercato è ridotto al lumicino. Sul portale Casa.it, il più accreditato tra gli operatori, a fronte di 3.700 offerte di vendita nel comparto residenziale si contano appena 130 annunci di case in affitto, che arrivano a 200 con le 67 offerte di appartamenti per vacanze. Nel primo semestre di quest'anno i canoni di locazione in Italia hanno visto una diminuzione dello 0,4%. L'andamento, spiega l'osservatorio di Solo Affitti, società leader nel franchising immobiliare, è a due velocità: crescono al Nord e diminuiscono al Sud. Nell'Italia settentrionale, però, si registrano due eccezioni: Venezia, con un calo del 2,2%, e Trento, con una diminuzione dell'1,9%. La riduzione dei canoni, spiega Solo Affitti, ha riguardato soprattutto i quadrilocali, mentre sono sostanzialmente invariati gli affitti dei bilocali e dei trilocali. Viceversa, sono in deciso aumento, del 2,2%, gli affitti dei monolocali, con aumenti a doppia cifra per Torino e Perugia. Trento resta al top nei livelli assoluti, soprattutto per gli appartamenti arredati. Il livello medio degli alloggi vuoti in affitto è di 545 euro al mese. La città più cara è Milano con 974 euro, seguita da Roma con 963 euro. Negli arredati, invece, a Trento la media si attesta fra 620 e 630 euro al mese. Dove il costo trentino supera nettamente i livelli nazionali e sfida le cifre delle grandi città è nei monolocali. La media di affitto mensile si aggira sui 450 euro per gli alloggi vuoti e sui 530 euro per quelli ammobiliati. Nei vuoti Trento costa il 4% in più delle altre città, dove si spendono mediamente 433 euro. Negli arredati invece si arriva a spendere il 12% in più della media nazionale. Più allineate sulla media le cifre trentine per i bilocali, attestate sui 510-515 euro al mese (oltre 600 se l'appartamento è arredato) contro i 514 di media nazionale. Sui trilocali e sugli alloggi più grandi gli affitti di Trento risultano invece più bassi di quelli medi dei capoluoghi: sotto i 600 euro al mese per un appartamento di tre stanze, contro i 621 nazionali, e sotto i 700 euro al mese per i quadrilocali rispetto ai 729 nazionali. Nelle offerte disponibili, tuttavia, non mancano i picchi. Tra i monolocali, ad esempio, un appartamento arredato di 38 metri quadri vicino a piazza Fiera costa 600 euro al mese. Se si va in collina, un quadrilocale non arredato a Villazzano è proposto a 800 euro al mese, anche se sono comprese «ampie cantine» e a Povo si arriva a 900 euro. Secondo Solo Affitti, cresce la domanda di locazione per abitazione principale e non solo per un lavoro in trasferta e più della metà dei locatari sono giovani coppie. I canoni dovrebbero scendere ancora nei prossimi mesi.

l'Adige 22/11/11

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Nel caso del monolocale si tratta di metà di uno stipendio popolare che va nel racket degli affitti (spese escluse). 
Quindi i giovani non se ne vanno più fuori di casa perché sono mammoni: vuoi che sia perché non hanno un contratto da almeno 2000 euro mensili, a vita?
Ma questo è il migliore dei mondi possibili, abbiamo pure un banchiere al governo...

lunedì 21 novembre 2011

Festa dell'albero




Ambiente: un albero contro il grigio, 
il dono della Foresta che Avanza ai Comuni italiani
L’azione del gruppo ecologista di CasaPound Italia in numerose città


Riva del Garda, 21 novembre – Un albero per cancellare il grigio dalle nostre città. Nella notte tra il 20 e il 21 novembre i militanti della Foresta che Avanza, gruppo ecologista di CasaPound Italia, hanno donato alberi ai Comuni di numerose città in tutta Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. ”Con tale omaggio, di cui si spera le istituzioni comunali si prendano cura – afferma il responsabile nazionale della Foresta che Avanza Alberto Mereu – vogliamo sottolineare l’inefficienza delle politiche ambientali nel nostro paese, dove il grigio la fa sempre più da padrone a discapito del millenario patrimonio floristico e paesaggistico”. ”Abbiamo scelto il 21 novembre – prosegue Mereu – perché coincide con l’ormai dimenticata ‘Festa dell’albero’ di cui Arnaldo Mussolini fu ideatore oltre ottant’anni fa. Esperto selvicoltore e fervente amante e difensore della patria natura – ricorda Mereu -, Mussolini affermava: "In Italia si deve generalizzare un nuovo convincimento, che io vorrei definire il culto dell’albero, e come tale la propaganda del Comitato Nazionale Forestale può interessare le montagne e le marine, le rupi scoscese e i greti dei fiumi, la pianura, i viali alberati della città e le piantagioni che dovrebbero allinearsi lungo le strade nazionali, le autostrade, i relitti ferroviari e le stesse stazioni fiorite".
"Queste parole, che a distanza di quasi un secolo risultano essere incredibilmente all’avanguardia e sembrano rispondere in maniera esaustiva ai problemi ambientali italiani, sono la motivazione primaria dell’azione dei militanti della Foresta che Avanza – conclude Mereu – Da esse ha principio il filo verde che ancora oggi, in un’Italia sempre più grigia e abbandonata, unisce il nostro gruppo a chi ha lavorato appassionatamente per preservare la vita e la bellezza della nostra terra".



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il Trentino 22/11/2011


l'Adige 24/11/2011

Pullman per Napoli


domenica 20 novembre 2011

Qualcuno fermi la COOP


«Coop fa concorrenza e non l'accetta»

ALTO GARDA - «Conosciamo tutti la storia del pesce grande che mangia il più piccolo, storia spesso evocata per ricordare la dura legge del mercato dove c'è sempre un "più grande" che mette fuori concorrenza un "più piccolo". Solo che per il mercato la questione è un po' diversa». Inizia con la catena alimentare il duro intervento di Enzo Bassetti, presidente dell'Unione turismo e commercio dell'Alto Garda, dedicato al ruolo della cooperazione nel comparto commerciale. Bassetti fa riferimento prima di tutto a quanto sta accadendo in Val di Ledro, ma anche a quanto già accaduto nel Romarzollo. «La "grande" azienda - scrive - nel momento in cui ne intravvede convenienza, tenta di occupare lo spazio del più piccolo per ragioni di mera speculazione e maggior guadagni. Da anni assistiamo a questa pratica anche nelle nostre valli, dove si sono programmati sempre più grandi spazi commerciali prerogativa quasi sempre di nuove iniziative, le quali hanno permesso a super/iper mercati di aprire i battenti facendo concorrenza a chi, nella zona, c'era già. Di fronte a questa espansione di aree commerciali siamo rimasti praticamente impotenti, pur denunciando sempre il rischio che si andava correndo, la chiusura di numerosi piccole attività e la messa in crisi di tante altre. Denuncia che nonostante i nostri allarmi ai più è interessata poco, giustificando lo scarso interesse come inevitabile necessità al fine di adeguare la rete commerciale, motivando ancora con il fatto che possono essere concorrenziali solo le aziende di una certa dimensione con la favola della maggior concorrenza, introducendo prezzi più bassi perché i grossi possono acquistare meglio e via dicendo. Così, nonostante le proteste, il mondo commerciale anche dei nostri paesi è andato cambiando fisonomia. Molti hanno chiuso, ci sono paesi del tutto sprovvisti di negozi, tant'è che si è ricorso a finanziare l'apertura di piccole attività con contributi pubblici, mentre le aree commerciali di grandi dimensioni hanno prolificato e lo faranno ancora. Solo che, ad ogni "pesce grosso" ne corrisponde un altro ancora più "grosso", e allora anche per il primo le cose appaiono sotto una luce diversa quando si vede insidiare la propria supremazia». L'esempio al quale pensa Bassetti arriva dalla Val Rendena: «A Varignano - prosegue Bassetti - l'apertura del nuovo negozio Coop è propagandato come operazione virtuosa, per coprire una zona altrimenti servita da un solo negozio, ora in maggior difficoltà grazie a questa logica. In Rendena, invece, l'arrivo del gruppo Poli che intende aprire a Spiazzo viene denunciato come un attacco all'operatività delle Coop, che tanto danno al territorio e quindi iniziativa da impedire. Sembra insomma che la Coop possa andare a fare, in ragione del libero mercato, concorrenza a chiunque, ma non subirne. In virtù di ragionamenti che si modellano a seconda della situazione? In valle di Ledro, dove il territorio è ampiamente coperto da attività commerciali assistiamo invece ad un'altra libera interpretazione della concorrenza di mercato. Il Comune ha approvato nei mesi scorsi una variante al Prg che ha trasformato un'area di proprietà della Famiglia Cooperativa da verde privato ad area commerciale. Il motivo? Un non meglio precisato interesse pubblico. Una bella agevolazione quindi ai programmi della Famiglia Cooperativa, che se intende ampliare la propria attività dovrebbe essere messa in condizione di farlo alla pari di qualsiasi altro privato, al quale certamente non si riconducono, pur facendo la medesima attività della Coop, attività di pubblico interesse per motivare scelte urbanistiche di sorta. Senza "demonizzare" le Famiglie Cooperative e la loro "importante funzione per la comunità garantendo il servizio di punto vendita di prodotti di prima necessità e complementari" (citiamo dalla delibera comunale), che valeva forse in qualche sperduto borgo di valle fino a qualche anno fa, diciamo che oggi svolgono una funzione né più né meno pari a quella di un qualsiasi negozio commerciale, ovvero pensando al guadagno. La differenza? La Coop non distribuisce gli utili (cosa che i privati non possono fare). Non si capisce, quindi, come si possa sostenere che una deroga urbanistica realizzata ad hoc sia motivata da un pubblico interesse (specifico per la Famiglia Cooperativa), e possa avere più valore dei diritti dei privati che accettano la concorrenza ma pretenderebbero una parità di trattamento. Non c'è da stupirsi - conclude il presidente di Ucts - che in Valle di Ledro si sia fatto ricorso contro la scelta urbanistica fatta dall'amministrazione comunale».
l'Adige 20/11/2011

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Libero mercato, ma per qualcuno più libero di altri.

martedì 15 novembre 2011

1896 - 1924 il volo dell'asso



« In memoria dell'ala incombustibile di Giovanni Ancillotto. Perficitur Igne »
Gabriele D'Annunzio, Il Vittoriale, 27 luglio 1923


Giovanni "Giannino" Ancillotto (San Donà di Piave, 15 novembre 1896 – Caravaggio, 18 ottobre 1924) è stato un asso dell'aviazione italiana e medaglia d'oro nella prima guerra mondiale.


Nato nel 1896 a San Donà di Piave, apparteneva alla ricca famiglia dei conti Ancillotto, proprietari terrieri. Arruolatosi in aviazione quattro mesi dopo l'inizio delle ostilità, dimostrò subito eccezionali capacità come pilota. Diventato caporale a diciannove anni, nel 1915 si iscrisse alla Scuola di Volo di Cameri. Nel 1916 divenne pilota e nello stesso anno fu nominato aviatore militare.
Lasciata Cameri, Ancillotto partecipò alle ultime fasi della controffensiva italiana in Trentino. Nel luglio del 1916 fu trasferito sul Medio Isonzo, dove operò come pilota osservatore, per poi essere inviato nella tarda estate del 1917 ad Aiello del Friuli.
Nel 1917, l'aviatore iniziò a dare la caccia agli aerostati austro-ungarici, ottenendo numerose vittorie a Levada (Ponte di Piave), San Polo di Piave e a Rustignè. Il pilota veneto è principalmente ricordato per quest'ultimo episodio: Ancillotto, cercando di distruggere l'aerostato nemico, si lanciò in picchiata contro il pallone austriaco, perforandolo. Il mezzo d'osservazione esplose e l'aviatore ne uscì miracolosamente indenne. Questa impresa procurò ad Ancillotto molta fama, tanto che Achille Beltrame lo raffigurò su una copertina della Domenica del Corriere nell'atto di distruggere l'aerostato.



Molte delle vittorie conseguite da Ancillotto avvennero a bordo di un Nieuport 11: celebre fu quella della notte del 24 luglio 1918, quando riuscì in una sola sortita ad abbattere due aeroplani nemici, fatto unico nella storia della Prima guerra mondiale.



Tornato a San Donà di Piave, scoprì che la villa della sua famiglia era diventata base di un comando e di un osservatorio nemico. Dopo che fu dato l'ordine di distruggerli, Ancillotto volle essere egli stesso ad eseguire la missione, bombardando a bassa quota la sua abitazione.
Dopo la fine della Prima guerra mondiale, l’11 settembre 1919, Ancillotto effettuò il raid Roma-Varsavia partendo dall’aereoporto di Centocelle (Roma) con un’aereoplano SVA 5 Ansaldo. Al pilota fu affidato il compito di consegnare un dispaccio ufficiale al presidente della neonata repubblica polacca, Ignacy Jan Paderewski. Il tragitto durò sette ore; oltre 1000 km senza tappe intermedie. Il 12 settembre Gabriele D’Annunzio entrava a Fiume; Ancillotto lo raggiunse, partecipando all’impresa e diventando così legionario. La sua permanenza a Fiume durò per oltre un anno.
Successivamente Ancillotto giunse in Sud America, dove operò per diffondere l'industria aeronautica nazionale. Il 2 maggio 1921, pilotando un Ansaldo A1 Balilla, compì l'atterraggio alla più alta quota sino ad allora mai raggiunta (4.330 metri), nella città peruviana di Cerro de Pasco. A seguito di quest’ impresa arrivarono copiose medaglie e riconoscimenti come il titolo onorifico di “Grande Aviatore Mondiale”. Successivamente operò in Somalia, sempre compiendo voli a fini pacifici.
Tornato in Italia, morì il 18 ottobre 1924 a Caravaggio in un incidente stradale, mentre si recava ad un raduno di Medaglie d'Oro. La salma fu sepolta nel cimitero di San Donà di Piave.


Pochi anni dopo la morte di Giannino Ancillotto, con i fondi ricavati da una sottoscrizione nazionale (alla quale contribuì il governo peruviano con 30.000 lire su un costo totale di 52.000), fu innalzato un monumento alla sua memoria a San Donà di Piave. L’opera, progettata dall'architetto Pietro Lombardi fu inaugurata Il 15 novembre 1931 alla presenza del ministro dell’aviazione Italo Balbo e del segretario del Partito Nazionale Fascista Giovanni Giuriati. Inoltre ad Ancillotto fu dedicato inizialmente l'aeroporto di Treviso (attualmente Aeroporto "Antonio Canova"), inaugurato il giorno 21 settembre 1938 da Benito Mussolini.