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venerdì 6 aprile 2012

BLU: striscioni in tutta Italia contro la revisione dell'articolo 18



Blitz contro la revisione dell'"articolo 18"
Striscione di CasaPound sui cancelli di Dana, Aquafil, Cartiere e Arcese

RIVA - Striscioni contro la "cura Monti" e la riforma dell'articolo 18, sono comparsi nella notte in una cinquantina di città italiane. A rivendicare la protesta Blu, Blocco lavoratori unitario, il sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno azioni contro l'Arcese e altre imprese dei trasporti.
Questa volta il gruppo altogardesano è tornato in azione con una serie di striscioni contro la riforma dell'articolo 18 comparsi a Trento in zona industriale e in Busa sui cancelli degli stabilimenti industriali della Dana, della Aquafil, delle Cartiere del Garda e di nuovo dell'Arcese.
Secondo Blu «peggiorare la condizione dei lavoratori non porterà nuovi investimenti in Italia e certamente non impedirà alle imprese di delocalizzare alla ricerca di lavoratori low cost. Non saremo mai competitivi con i lavoratori del terzo mondo che lavorano per pochi euro, senza sicurezza, senza orari, senza tutele - spiega il volantino - finché non saremo schiavi anche noi». Per questo, si legge, «non crediamo alla riforma del lavoro, non crediamo che rendere più facili i licenziamenti porterà sviluppo per il paese e di conseguenza più lavoro. Il lavoro in sé non è indice di benessere: la qualità del lavoro, la sicurezza sul lavoro, la giusta retribuzione per il proprio lavoro sono benessere».
Secondo il sindacato di CasaPound Italia, «nessuna fabbrica verrà aperta in Italia grazie a questa riforma».
l'Adige 06/04/2012





Striscioni contro la riforma del lavoro
Blitz di Casa Pound ai cancelli delle principali industrie dell’alto Garda

ALTO GARDA. Il sindacato di CasaPound si scaglia contro la riforma del lavoro del governo Monti che ha preso di mira l’articolo 18. E per evidenziare il proprio dissenso il «Blocco lavoratori unitario» ha srotolato, in tutta Italia, striscioni di protesta. In Trentino i messaggi sono stati affissi a Trento in zona industriale e nell’alto Garda sui cancelli degli stabilimenti industriali della Dana, della Aquafil, delle Cartiere del Garda e di Arcese. La protesta è andata in scena in oltre 50 città italiane. «Non crediamo alla cura Monti - il commento di Casa Pound - ridurre i lavoratori alla schiavitù non aiuterà certo lo sviluppo».
il Trentino 06/04/2012






sabato 3 marzo 2012

Con l'azione all'Arcese nasce BLU - il sindacato di CasaPound


Autotrasporto: "Arcese prende i soldi e scappa in Romania" 
Blitz CasaPound Italia e Blocco Lavoratori Unitario a Riva del Garda 
Striscione e presidio contro 250 licenziamenti e delocalizzazione ‘occulta’ dell’azienda trentina

Riva del Garda, 3 marzo – “Arcese prendi i soldi e scappa… in Romania”. Questo lo slogan sugli striscioni, a firma CasaPound Italia e Blocco dei Lavoratori Unitario, affissi nella notte dinanzi alla Arcese spa, azienda trentina dell'autotrasporto tra le più grandi in Italia che, spiegano l’associazione e il sindacato in una nota, ‘’starebbe per avviare una procedura di licenziamento collettivo per 190 autisti, 10 operai e 50 impiegati, praticamente un quarto dei dipendenti (in Italia sono circa 1.100, 4mila in tutto il mondo). Tutto questo mentre non si fermano le assunzioni nelle filiali estere in Slovacchia, Polonia e Romania’’. Nel pomeriggio i militanti di CasaPound Italia, insieme ai lavoratori del Blu, sindacato apartitico alla sua prima iniziativa pubblica, volantineranno per le vie del centro, a Riva del Garda, per denunciare, a partire dal caso Arcese, come ‘’le multinazionali nostrane licenzino lavoratori italiani, si finanziano con soldi pubblici e intanto delocalizzino all'estero’’.
‘’In tutta la vicenda dell’azienda trentina – fanno sapere Blu e Cpi – c’è un ulteriore punto oscuro, che non trova conferme ufficiali ma nemmeno smentite: Arcese, che all'estero gode di sgravi fiscali considerevoli, avrebbe cominciato a cercare personale comunitario, immatricolando molti dei suoi mezzi nei paesi in cui sono state aperte le filiali della società. I camionisti stranieri, per poche centinaia di euro al mese, arriverebbero in Italia con la motrice Arcese slovacca, agganciando un rimorchio italiano e fermandosi a lavorare per settimane nel nostro paese’’.
‘’La politica industriale della provincia dimostra il suo ennesimo fallimento - sottolinea Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale di CasaPound Italia Trentino – Arcese, come molte altre imprese multinazionali trentine, ha ricevuto un finanziamento pubblico nel 2009 sotto forma di lease-back per 18 milioni di euro circa, dopo un periodo di grosso ridimensionamento ma ha continuato comunque a soffrire la crisi di settore e la crisi economica. Chiediamo che la società faccia chiarezza sulle sue intenzioni e che vengano tutelati i lavoratori in Italia, con la cessazione immediata della politica provinciale di finanziamento per le imprese che delocalizzano all'estero per sfruttare dipendenti a basso costo”.

Ufficio Stampa CasaPound Italia Riva del Garda
casapoundriva@yahoo.it





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Rassegna Stampa:

il Trentino 04/03/2012

l'Adige 04/03/2012

A RIVA E ARCO CONTRO ARCESE MANIFESTA CASAPOUND:
 Protesta di CasaPound contro la ditta Arcese: nella notte, gli attivisti hanno collocato, presso gli uffici di Arco, volantini e striscioni che recitano "Prendi i soldi e scappa in Romania", in polemica con l'azienda che - dicono - acquisisce finanziamenti provinciali per ricorrere a manodopera sottopagata dell'est. Con le stesse motivazioni CasaPound ha annunciato per il pomeriggio a Riva del Garda un presidio.

AUTOTRASPORTO: 
"ARCESE PRENDE I SOLDI E SCAPPA IN ROMANIA"
Riva del Garda, 3 marzo – “Arcese prendi i soldi e scappa… in Romania”. Questo lo slogan sugli striscioni, a firma CasaPound Italia e Blocco dei Lavoratori Unitario, affissi nella notte dinanzi alla Arcese spa, azienda trentina dell'autotrasporto tra le più grandi in Italia che, spiegano l’associazione e il sindacato in una nota, ‘’starebbe per avviare una procedura di licenziamento collettivo per 190 autisti, 10 operai e 50 impiegati, praticamente un quarto dei dipendenti (in Italia sono circa 1.100, 4mila in tutto il mondo). Tutto questo mentre non si fermano le assunzioni nelle filiali estere in Slovacchia, Polonia e Romania’’. Nel pomeriggio i militanti di CasaPound Italia, insieme ai lavoratori del Blu, sindacato apartitico alla sua prima iniziativa pubblica, volantineranno per le vie del centro, a Riva del Garda, per denunciare, a partire dal caso Arcese, come ‘’le multinazionali nostrane licenzino lavoratori italiani, si finanziano con soldi pubblici e intanto delocalizzino all'estero’’. ‘’In tutta la vicenda dell’azienda trentina – fanno sapere Blu e Cpi – c’è un ulteriore punto oscuro, che non trova conferme ufficiali ma nemmeno smentite: Arcese, che all'estero gode di sgravi fiscali considerevoli, avrebbe cominciato a cercare personale comunitario, immatricolando molti dei suoi mezzi nei paesi in cui sono state aperte le filiali della società. I camionisti stranieri, per poche centinaia di euro al mese, arriverebbero in Italia con la motrice Arcese slovacca, agganciando un rimorchio italiano e fermandosi a lavorare per settimane nel nostro paese’’. ‘’La politica industriale della provincia dimostra il suo ennesimo fallimento - sottolinea Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale di CasaPound Italia Trentino – Arcese, come molte altre imprese multinazionali trentine, ha ricevuto un finanziamento pubblico nel 2009 sotto forma di lease-back per 18 milioni di euro circa, dopo un periodo di grosso ridimensionamento ma ha continuato comunque a soffrire la crisi di settore e la crisi economica. Chiediamo che la società faccia chiarezza sulle sue intenzioni e che vengano tutelati i lavoratori in Italia, con la cessazione immediata della politica provinciale di finanziamento per le imprese che de localizzano all'estero per sfruttare dipendenti a basso costo”.

giovedì 1 dicembre 2011

CasaPound, Whirlpool nel mirino



Decine di cartelloni a Siena, Trento, Varese e Napoli contro i licenziamenti della multinazionale


Trento, 1 dicembre - "Whirlpool alza il tiro e ti tiene in ostaggio": con questo messaggio in calce CasaPound Italia semina decine di cartelli recanti un mirino puntato sui lavoratori della multinazionale degli elettrodomestici a Siena, Trento, Varese e Napoli attorno agli stabilimenti Whirlpool.


"Con questa azione vogliamo porre l'attenzione nei centri italiani dove l'azienda è maggiormente presente sui tagli al personale che Whirlpool sta operando". Così dichiara Alessandro Marocchi, responsabile provinciale di CasaPound Italia in Trentino, che continua spiegando che "circa 1.000 lavoratori italiani, rientranti in un piano di licenziamento a livello mondiale di circa 5.000 uomini, interesseranno altrettante famiglie gettate sul lastrico. A Siena e Napoli già pare si sia deciso l'esubero, a Trento si parla di 70 esuberi 'concertati' ed a Varese si sciopera, CasaPound Italia entra anche in questa lotta a fianco degli operai e della produzione nazionale, dopo le numerose battaglie combattute ad ogni livello territoriale e nazionale”.


La nota di Cpi termina con un avviso: "l'ingordigia delle multinazionali e della grande industria, assommata ai pesantissimi provvedimenti preannunciati dal governo Monti-Goldman Sachs e dall'attacco internazionale contro l'Italia, sta determinando il collasso della settima potenza economica mondiale nonchè seconda manifatturiera europea. La nostra. La difesa del lavoro italiano, delle aziende strategiche a controllo pubblico come Eni, Enel e Finmeccanica e l'acquisto di titoli di Stato da parte di noi italiani diventano un atto di difesa contro espliciti atti di guerra".


Ufficio Stampa CasaPound Italia Trentino
casapoundriva@yahoo.it





lunedì 21 novembre 2011

Festa dell'albero




Ambiente: un albero contro il grigio, 
il dono della Foresta che Avanza ai Comuni italiani
L’azione del gruppo ecologista di CasaPound Italia in numerose città


Riva del Garda, 21 novembre – Un albero per cancellare il grigio dalle nostre città. Nella notte tra il 20 e il 21 novembre i militanti della Foresta che Avanza, gruppo ecologista di CasaPound Italia, hanno donato alberi ai Comuni di numerose città in tutta Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. ”Con tale omaggio, di cui si spera le istituzioni comunali si prendano cura – afferma il responsabile nazionale della Foresta che Avanza Alberto Mereu – vogliamo sottolineare l’inefficienza delle politiche ambientali nel nostro paese, dove il grigio la fa sempre più da padrone a discapito del millenario patrimonio floristico e paesaggistico”. ”Abbiamo scelto il 21 novembre – prosegue Mereu – perché coincide con l’ormai dimenticata ‘Festa dell’albero’ di cui Arnaldo Mussolini fu ideatore oltre ottant’anni fa. Esperto selvicoltore e fervente amante e difensore della patria natura – ricorda Mereu -, Mussolini affermava: "In Italia si deve generalizzare un nuovo convincimento, che io vorrei definire il culto dell’albero, e come tale la propaganda del Comitato Nazionale Forestale può interessare le montagne e le marine, le rupi scoscese e i greti dei fiumi, la pianura, i viali alberati della città e le piantagioni che dovrebbero allinearsi lungo le strade nazionali, le autostrade, i relitti ferroviari e le stesse stazioni fiorite".
"Queste parole, che a distanza di quasi un secolo risultano essere incredibilmente all’avanguardia e sembrano rispondere in maniera esaustiva ai problemi ambientali italiani, sono la motivazione primaria dell’azione dei militanti della Foresta che Avanza – conclude Mereu – Da esse ha principio il filo verde che ancora oggi, in un’Italia sempre più grigia e abbandonata, unisce il nostro gruppo a chi ha lavorato appassionatamente per preservare la vita e la bellezza della nostra terra".



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il Trentino 22/11/2011


l'Adige 24/11/2011

Pullman per Napoli


domenica 6 novembre 2011

CasaPound per la nazionalizzazione delle banche


Trento, 31 ottobre – Questa notte, davanti al Palazzo della Provincia e a fianco dell'edificio che ospita il fondo comune delle casse rurali trentine, i militanti dell'associazione CasaPound Italia hanno esposto uno striscione recante la scritta: 'Islanda esempio – Nazionalizziamo le banche'. Nei giorni scorsi si è infatti svolto a Bolzano il summit economico-finanziario tra vari Ministri, politici ed industriali di Italia e Germania, ed anche in quella occasione CasaPound ha manifestato con un presidio per la nazionalizzazione delle banche.


“Auspichiamo che l'Italia e tutti i Paesi d'Europa, seguano il coraggioso esempio dell'Islanda, che quest'anno, per ovviare alla crisi finanziaria che attanaglia gli Stati membri dell'UE, si è liberata dalla dittatura del sistema bancario, tornando padrona della propria moneta”. Questo è quanto affermano Andrea Bonazza e Alessandro Marocchi, rispettivamente coordinatore regionale e responsabile provinciale di CasaPound.


“Già il Ministro Tremonti ha più volte espresso la propria preoccupazione riguardo il signoraggio bancario e le allarmanti conseguenze che ne derivano. Basti prendere come monito la Grecia e gli avvenimenti ad essa connessi che, a macchia d'olio, si stanno espandendo in tutto il continente – concludono i due responsabili - Nazionalizzando le banche crediamo che lo Stato riacquisti il giusto controllo della propria economia, avendo a disposizione maggior libertà nella gestione delle proprie risorse”.




Ufficio Stampa CasaPound Italia Riva
342/3151297
casapoundriva@yahoo.it
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sabato 5 novembre 2011

Ai nostri caduti

Mausoleo Cesare Battisti (TN)


Croce di Monte Tondo (BZ)


Trento, 5 novembre – Questa notte a Trento e Bolzano i militanti di CasaPound hanno realizzato un'azione in ricordo degli eroi della prima guerra mondiale, in occasione dell'anniversario della vittoria del 4 novembre 1918. I monumenti simbolo, come il mausoleo di Cesare Battisti sul Doss Trento e la croce di Monte Tondo Bolzano, sono stati colorati di rosso.
“Il colore rosso rappresenta il sangue versato da chi sulle nostre montagne costruì la nostra Nazione”. Dichiarano in una nota Andrea Bonazza ed Alessandro Marocchi, rispettivamente coordinatore regionale e responsabile provinciale trentino dell'associazione CasaPound.
“Abbiamo deciso di compiere questo doveroso omaggio ai militi della Grande Guerra al di là di quelle che sono le retoriche commemorazioni annuali che si svolgono in questo giorno – proseguono Bonazza e Marocchi – Onoriamo il sacrificio ed il coraggio dei combattenti e ci teniamo a sottolineare come la prima guerra fu storicamente una guerra rivoluzionaria, perché fu solo in mezzo alle trincee che si compì quell'unità del popolo italiano che ancora in concreto non esisteva”. “Un parallelo con i nostri tempi è scontato. Se il 4 novembre 1918 nasceva l'Italia, che lottava per la libertà e l'indipendenza, oggi decade sempre più miseramente in rovina, afflitta com'è da una classe politica inetta e servile ai diktat internazionali, e che ci impegna in guerre contro i nostri stessi interessi, come è il caso della Libia -concludono i due responsabili - Qualcuno in passato diceva che non servono programmi, servono gli uomini, uomini nuovi per cambiare le sorti di questa Italia. Dobbiamo ripartire da quel 4 novembre e dallo spirito fiero di quei ragazzi in armi, che sono e rimarranno sempre un fulgido esempio”


Ufficio Stampa CasaPound Italia Trentino
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domenica 16 ottobre 2011

CasaPound distribuisce pane contro il carovita

il Trentino 16/10/2011


Il pane regalato da CasaPound 
Manifestazione contro il carovita in viale Dante 

 RIVA. Con l’aumento dell’Iva imposto dalla manovra di governo, anche i generi di prima necessità sono diventati più cari. Colpendo indiscriminatamente tutti, ma proprio per questo più pesantemente le fasce di reddito più deboli. Per denunciare politica che impoverisce chi già è povero, azione simbolica di CasaPound. Ieri mattina in un banchetto allestito in viale Dante gli attivisti del gruppo rivano hanno distribuito 50 chili di pane, proveniente da un forno locale. E assieme hanno diffuso il proprio pensiero su come affrontare una crisi generata dagli errori di una classe politica che negli anni ha indebitato il Paese. Tra le proposte, calmierare il prezzo di alcuni beni primari sulla base di accordi tra grande distribuzione e amministrazioni locali; tassare i prodotti alimentari base con Iva ridotta al 4 per cento; incentivare la filiera corta e il «chilometri zero».

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l'Adige 16/10/2011



Viale Dante, il pane arriva fresco 
con i ragazzi di «Casa Pound» 

Hanno portato 50 chili di pane in viale Dante, distribuendoli ai rivani di passaggio. Una risposta concreta, simbolica ma non troppo, al caro vita di questi tempi. Ma i ragazzi di «Casa Pound» hanno fatto di più. Distribuendo, oltre a spaccatine e rosette preparate da un forno della zona, anche un vademecum con alcuni consigli utili per risparmiare realizzato in collaborazione con l'Unione nazionale consumatori. La spesa si fa con un elenco preciso, frutta e verdura nei mercati a fine mattinata, detersivi nei discount. Non badare alle marche famose né alla posizione dei prodotti negli scaffali (guardate sempre in basso). Bene le promozione, ma controllando comunque il prezzo al chilo. Verificare le date di scadenza. Salumi e formaggi al banco costano meno di quelli già confezionati così come caffé, latte, pasta, legumi secchi là dove venduti sfusi.

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CASAPOUND, IN PIAZZA PER LA III EDIZIONE DI 'AUTUNNO CONTRO IL CARO VITA'


Riva del Garda, 15 ottobre – Si è svolta questa mattina l’iniziativa contro il caro vita organizzata dall’associazione CasaPound Italia, con la distribuzione di 50 kg di pane proveniente da un forno del territorio.

“La nostra iniziativa ha riscosso molto successo tra i cittadini, molto sensibili al tema della crisi finanziaria ed economica che anche l'Italia sta affrontando”. Ha dichiarato in una nota Alessandro Marocchi, responsabile di CasaPound Italia Riva.

“Tra le misure anti crisi che il governo ha deciso di intraprendere, nel tentativo di far fronte all’enorme debito pubblico, c'è l' aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Questo significa che i prezzi tenderanno a salire, soprattutto quelli dei beni di prima necessità – prosegue Marocchi - Gli italiani stanno pagando quotidianamente gli errori commessi da una classe politica che ha indebitato il Paese”.

CasaPound Italia propone alcune azioni possibili per combattere il 'caro vita', tra cui: calmierare il prezzo di alcuni beni primari sulla base di accordi tra grande distribuzione e amministrazioni locali; tassare i prodotti che fanno parte dell’alimentazione base (carne, pesce, latticini, pane, ecc..) con IVA ridotta al 4%; incentivare il chilometro zero e la filiera corta; investire sulla produzione nazionale.


Alessandro Marocchi
Responsabile provinciale CasaPound Italia

342/3151297 (numero ufficio stampa )





venerdì 14 ottobre 2011

Autunno contro il caro vita - III edizione





Oggi il pane lo regala CasaPound! 
Lo stato ha aumentato l’IVA dal 20 al 21%: significa che saliranno i prezzi, soprattutto dei beni di prima necessità, nel tentativo di far fronte all’enorme debito pubblico. 
 Gli Italiani stanno pagando quotidianamente gli errori commessi da una classe politica che ha indebitato il Paese. 


CasaPound Italia propone: 
 - di calmierare il prezzo di alcuni beni primari sulla base di accordi tra grande distribuzione e amministrazioni locali; 
- di tassare i prodotti che fanno parte dell’alimentazione base (carne, pesce, latticini, pane, ecc..) con IVA ridotta al 4%; 
- di incentivare il kilometro-zero e la filiera corta; 
- di investire sulla produzione nazionale. 


Come gesto simbolico CasaPound Italia Riva del Garda distribuisce gratuitamente 50 kg di pane.


www.casapounditalia.org 

www.casapounditaliataa.it






lunedì 22 agosto 2011

L'erba del Comune è sempre più verde











Dro, 22 agosto – Pochi giorni fa venivano arrestati per spaccio di stupefacenti un tunisino sbarcato recentemente da Lampedusa, due ragazzi di Rovereto e un ragazzo ventenne di Dro. Quest’ultimo fa parte del direttivo dell’associazione “Bas”, a cui l’amministrazione comunale droata ha concesso in comodato gratuito un locale pubblico per svolgere progetti nell’ambito del settore giovanile. I carabinieri nelle loro indagini hanno appurato che all’interno del centro giovanile gestito dall’associazione avvenivano scambi di droga e che lo spazio durante la perquisizione versava in condizioni di evidente degrado.

CasaPound Italia vuole denunciare una situazione di clientelismo che spesso si riscontra nella nostra provincia. “Quello che intendiamo condannare in questa vicenda non è tanto lo spaccio di droga, atto deprecabile di per sé, quanto invece quello che appare evidente come l’ennesimo sistema di gestione amministrativa che favorisce gli “amichetti” - dichiara Alessandro Marocchi, responsabile provinciale di CasaPound Italia – Il metodo è semplice: l’amministrazione concede ai soliti soggetti e agli amici degli amici finanziamenti e spazi in cambio di voti o altre prestazioni senza occuparsi dell’utilità effettiva di queste scelte che spesso si rivelano essere discriminanti e senza badare alla credibilità dei personaggi a cui si rivolgono questi benefici. “
“In questo caso chi aveva il dovere di controllo sull’operato dell’associazione “Bas” non ha vigilato e la mala amministrazione è emersa alle cronache solo grazie ad un episodio di droga – continua Marocchi – Questo sistema è inaccettabile e quantomeno ridicole si mostrano le dichiarazioni di chi afferma che l’associazione non aveva mai dato problemi e che tamponava il disagio giovanile.
Ebbene ora si conosce anche come, ed alla giunta di Dro questo sembra far piacere”.

Questo pomeriggio i militanti di CasaPound hanno compiuto un blitz in centro a Dro, affiggendo uno striscione all’ingresso del municipio e predisponendo in piazza un finto mercato della droga autorizzato dal comune. “Con questa azione - conclude Marocchi - vogliamo spingere l’amministrazione di Dro a prendere provvedimenti chiari ed immediati affinché la gestione degli spazi e dei finanziamenti si ispiri a criteri di reale interesse sociale, di trasparenza, e di merito ."


Alessandro Marocchi
Responsabile Provinciale CasaPound Italia

casapoundriva@yahoo.it
www.casapounditalia.org


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Rassegna stampa:


il Trentino 24\08\2011



Spaccio a Dro, burla in municipio
Striscione di CasaPound: «L’erba del comune è sempre più verde»

Dall’associazione anche una severa condanna del «sistema di gestione che favorisce gli “amichetti“ e poi non vigila»

DRO. Il commento di CasaPound alla notizia che il centro sociale giovanile di Dro, secondo i carabinieri, sarebbe punto di ritrovo e spaccio di sostanze stupefacenti, non poteva che essere severo. Ma la condanna di un certo “clientelismo” a favore degli “amichetti” (i locali del centro sono proprietà del Comune) espressa in un comunicato dall’associazione, dichiaratamente di destra, è sdrammatizzata dalla burla messa in atto dalla stessa ieri pomeriggio. Con un blitz i militanti hanno affisso davanti al municipio di Dro uno striscione con la scritta «L’erba del comune è sempre più verde».
Sotto lo striscione, alcuni finti pani di droga. «Vogliamo spingere l’amministrazione di Dro - spiega Alessandro Marocchi - a prendere provvedimenti chiari e immediati». Per il responsabile provinciale di CasaPound la gestione degli spazi e dei finanziamenti pubblici «deve ispirarsi a criteri di reale interesse sociale, di trasparenza e di merito». «Quello che intendiamo condannare in questa vicenda - aggiunge Marocchi - non è tanto lo spaccio di droga, atto deprecabile di per sé, quanto invece quello che appare evidente come l’ennesimo sistema di gestione amministrativa che favorisce gli “amichetti”. Il metodo è semplice: l’amministrazione concede ai soliti soggetti e agli amici degli amici finanziamenti e spazi in cambio di voti o altre prestazioni senza occuparsi dell’utilità effettiva di queste scelte che spesso si rivelano essere discriminanti e senza badare alla credibilità dei personaggi a cui si rivolgono questi benefici. In questo caso chi aveva il dovere di controllo sull’operato dell’associazione “Bas” non ha vigilato e la mala amministrazione è emersa alle cronache solo grazie ad un episodio di droga. Questo sistema è inaccettabile e quantomeno ridicole si mostrano le dichiarazioni di chi afferma che l’associazione non aveva mai dato problemi e che tamponava il disagio giovanile».


l'Adige 24\08\2011


Dro Rimosso lo striscione di CasaPound.
L'amministrazione: «Provocazione di pessimo gusto»
Bas, Marocchi attacca : «Favori agli "amichetti"»

DRO - Lo slogan è perfino «divertente»: «L'erba del Comune è sempre più verde». La sostanza delle accuse, cioè una sorta di clientelismo associativo, lo è decisamente meno. Tanto che Patrizia Angeli, consigliere con delega alle politiche giovanili del Comune di Dro, taglia corto: «È una provocazione di pessimo gusto. Non c'è alcun privilegio per chicchessia». L'azione dimostrativa, un blitz di pochi minuti accompagnato dalla collocazione di alcuni volantini, è stata portata avanti da 4 attivisti del movimento CasaPound, collegato alla destra, a proposito dell'operazione antidroga condotta dai Carabinieri che aveva portato all'arresto di un giovane di Dro ed alla perquisizione della sede dell'associazione Bas, di cui il ragazzo faceva parte. «Quello che intendiamo condannare in questa vicenda - scrive il responsabile provinciale di CasaPound Alessandro Marocchi - non è tanto lo spaccio di droga, atto deprecabile di per sé, quanto invece quello che appare evidente come l'ennesimo sistema di gestione amministrativa che favorisce gli "amichetti"». «Il metodo è semplice - insiste - L'amministrazione concede ai soliti soggetti e agli amici degli amici finanziamenti e spazi in cambio di voti o altre prestazioni senza occuparsi dell'utilità effettiva di queste scelte che spesso si rivelano essere discriminanti e senza badare alla credibilità dei personaggi a cui si rivolgono questi benefici». «Non ci sono favoritismi di sorta - replica Angeli - La sede è chiusa e siamo in attesa della relazione dei Carabinieri e degli sviluppi». Il giorno dopo l'esplosione del «caso», il sindaco Vittorio Fravezzi aveva spiegato che il progetto legato all'associazione giovanile aveva dato buoni risultati ed anche che la sede era stata più volte oggetto di sopralluoghi. A sollecitarne la chiusura all'amministrazione era stato lo stesso 23enne Luca Bombardelli, presidente del sodalizio droato che conta oltre cento soci. «Chi aveva il dovere di controllo sull'operato dell'associazione "Bas" non ha vigilato e la mala amministrazione è emersa alle cronache solo grazie ad un episodio di droga - rincara però Marocchi - Questo sistema è inaccettabile e quantomeno ridicole si mostrano le dichiarazioni di chi afferma che l'associazione non aveva mai dato problemi e che tamponava il disagio giovanile. Ora si conosce anche come, ed alla giunta di Dro questo sembra far piacere».

lunedì 1 agosto 2011

LA FORESTA CHE AVANZA - il gattile di Riva del Garda



La Foresta che Avanza Trentino Alto Adige ha consegnato 100kg di cibo per gatti al GATTILE di Riva del Garda, cucce, ciotole e giochi per la colonia felina.
E' stato pulito e riordinato l'ambiente, e tutti i cuccioli pronti per l'adozione sono stati fotografati e le foto pubblicate sulla pagina facebook del gattile.

Sfoglia le foto su:
http://www.facebook.com/#!/pages/Gattile-Riva-del-Garda/194193653971166
e passa a vederli dal vivo al

Gattile di Riva del Garda
V.le dei Tigli (dietro l'istituto superiore Floriani)
Riva del Garda (TN)
(da lunedì a venerdì dalle 18:30 alle 19:30)


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FORESTA CHE AVANZA, AZIONE DI SOSTEGNO AL GATTILE DI RIVA


Riva del Garda, 1 agosto - Dopo un mese di raccolta presso i negozi di animali di Riva ed Arco, i volontari dell’associazione “La Foresta che avanza”, gruppo ecologista di CasaPound Italia, hanno consegnato l’altro giorno, alla colonia felina di Riva del Garda sita in Viale dei Tigli dietro l'Istituto Floriani, circa 100kg di cibo, cucce, ciotole e giochi. E' stato pulito e riordinato l'ambiente, e tutti i cuccioli pronti per l'adozione sono stati fotografati e le foto pubblicate sulla pagina facebook del gattile.
“Il nostro aiuto non finirà qui – ha dichiarato Lorenzo Tonini, responsabile regionale de 'la Foresta che Avanza' – Continueremo a sostenere l'attività del gattile data l'assenza di altre associazioni e delle istituzioni che si interessano poco o nulla della situazione”.

L'attività de “La Foresta che Avanza” risulta ancora più importante se si considera che tra non molto i cittadini partiranno per le vacanze estive e ancora una volta si consumerà quella triste consuetudine che si ripete anno dopo anno: l'abbandono per strada degli amici a quattro zampe.
Alla luce di questo Tonini sottolinea “quanto possa essere ipocrita una società in cui un gatto, un cane o qualsiasi altro animale domestico siano solo un capriccio materiale per le persone e quanta strada ci sia ancora da fare verso una maggiore sensibilizzazione e rispetto verso gli animali”.



Lorenzo Tonini
Responsabile Trentino Alto Adige de “La Foresta che Avanza”




sabato 30 luglio 2011

Trovato cane abbandonato



Nella sera del 27 luglio, una militante della Foresta che Avanza associazione ambientalista di Casa Pound Italia, mentre passava in macchina per una strada secondaria ha intravisto un cane sul ciglio della strada,fermatasi per osservare meglio, il cane le si è fatto incontro guaendo.Gia a prima vista ha notato il pessimo stato in cui si trovava il cane, tutto infangato e mal nutrito. Non potendo fare finta di nulla ha provato a fare salire il cane in macchina, cosa rivelatosi assai facile,le è bastato aprire la portiera affinchè scodinzolando vi entrasse. Il giorno seguente lo ha portato dal veterinario ed hanno constatato che era senza microchip e tatuaggio, a quel punto le restavano due soluzioni, consegnarlo al canile o con il permesso degli enti competenti tenerlo fino al trovamento di un nuovo proprietario. Ha optato per quest ultima opzione.A proprie spese ha fatto sverminare e toelettare l'animale. E tutt'ora vive con lei. Per chi fosse interessato ad un cane di taglia medio-piccola ci contatti (anche tramite questo blog).
Qui riportiamo una foto del diavoletto che ha gia contaggiato con il suo entusiasmo tutto il quartiere, accorso curioso per conoscere questa new entry.


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Anche questo è Casapound!

mercoledì 29 giugno 2011

In quell'angolo di cielo dove vive il tuo sorriso



CasaPound Italia: ‘Ciao Pietro’, striscioni in oltre 50 città italiane per ricordare Taricone



Riva del Garda, 29 giugno - "In quell'angolo di cielo dove vive il tuo sorriso...Ciao Pietro’’, si legge questa mattina su cavalcavia, ponti e muri di una cinquantina di grandi e piccole città italiane, da Udine a Sassari, passando per Trasacco e Terni. Sono gli striscioni, a firma CasaPound Italia, spuntati nella notte in tutto il paese per ricordare Pietro Taricone, morto il 29 giugno del 2010 a Terni per un incidente con il paracadute e sepolto proprio a Trasacco, in provincia dell'Aquila. Un omaggio delle tartarughe frecciate all’amico scomparso un anno fa, che con il suo entusiasmo contagioso era stato tra i principali fautori della nascita della squadra di paracadutismo sportivo di Cpi, il ‘Gruppo Istinto rapace’, che l’attore aveva tenuto a battesimo nel febbraio del 2010.

‘’A un anno dalla scomparsa di Pietro – afferma Gianluca Iannone, presidente di Cpi - il suo sorriso è ancora dentro di noi e ci sprona ogni giorno ad affrontare con entusiasmo, coraggio e gioia di vivere le tante sfide che abbiamo di fronte. Ciao Pietro’’.

Alessandro Marocchi
Responsabile Provinciale CasaPound Italia


casapoundriva@yahoo.it
www.casapounditalia.org


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Qualcuno aveva storto un po' la bocca, nella smorfia tipica del ghigno. «Ma come..., CasaPound, che del Grande fratello ha fatto un simbolo di tutto ciò che di sbagliato c'è nel mondo, va a braccetto con Pietro Taricone?». Voglia di pubblicità, avevano sibilato. Chi parlava così, probabilmente camperà cent'anni. Pietro Taricone no. È morto giovane. È morto nel fiore della maturità, bello e forte. Consapevole di sé, delle sue scelte.

In mezzo a tanti mezzi vip che ti parlano credendo di farti un favore, Pietro si era avvicinato a noi in punta dei piedi. Si era presentato da solo, di sua iniziativa, senza dir niente a nessuno, a una conferenza sul fascismo di sinistra. Aveva mostrato interesse e umiltà, mettendosi a disposizione e ascoltando. Senza la pretesa di insegnar nulla a nessuno.

Era un bravo ragazzo, Pietro. Aveva fatto fortuna come il 99% dei contemporanei vorrebbe farla. Aveva usato gli stessi mezzi non solo di starlette e tronisti, ma anche di giornalisti, politici, intellettuali che affollano i nostri schermi e magari ti fanno pure la morale. A differenza di tutti costoro, però, aveva cercato di capitalizzare le sue fortune per crescere.

In una società dello spettacolo che fagocita tutto, Pietro non si era rassegnato a fare il saltimbanco della buona borghesia, adulato se e nella misura in cui avesse incarnato il ruolo del buffone di corte. Non si era pentito di nulla, non aveva rinnegato le esperienze passate, ma pretendeva che nessuno passasse sopra la sua dignità. Non ti insegnava a vivere, ma non accettava che tu lo guardassi dall'alto in basso in virtù di chissà quale superiorità morale.

Non a caso Enrico Mentana, ripensando alla sua esperienza a Matrix, aveva detto che la peggiore puntata della trasmissione era stata quella basata sull'one man show di Taricone, che però si era abilmente smarcato dal ruolo di fenomeno da baraccone assegnatogli dal copione. Non a caso Fabrizio Roncone, penna acidula del Corriere, lo aveva bacchettato dopo aver saputo che Pietro era un nostro amico. Un articolo emblematico, quello, che ricordava all'attore casertano di non essere nessuno e lo avvertiva di non provare a uscire dalla macchietta. Non pensare con la tua testa, non decidere nulla della tua vita. E ora fai divertire l'elite. Fai il buffone per noi e vedrai che non ti succederà nulla.

Ma Pietro non aveva voglia di fare il buffone. «Con i soldi che ho guadagnato dopo il Gf ho comprato dei cavalli e preferisco passare il tempo con loro», ci aveva confidato. Nelle interviste continuava a fuggire le lusinghe della lingua di cotone del politicamente corretto e prometteva pugni in faccia ai suoi colleghi un po' maleducati.


Era un bravo ragazzo, Pietro.

È morto giovane sfidando la sorte.

È morto bene.


E a noi già manca il suo sorriso.  

martedì 7 giugno 2011

Referendum: ‘mani sporche’ nelle fontane, blitz CasaPound per il sì ai due quesiti sull’acqua



Riva del Garda, 7 giugno – Unghie nere su una mano che dovrebbe essere quella, curata, di un manager, con tanto di camicia dal polsino inamidato e giacca blu. Questa l’immagine rappresentata sui volantini lasciati galleggiare nelle fontane pubbliche di una cinquantina di città in tutta Italia per dire ‘no’ alle “mani sporche’’ dei privati sull’acqua. A Riva del Garda il blitz è stato compiuto presso la fontana di piazza Garibaldi.

A lanciare il messaggio è CasaPound Italia, impegnata a favore del sì ai due referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno prossimi con una campagna che è solo l’ultimo atto di una battaglia, quella per l’acqua pubblica, che l’associazione porta avanti da anni e che l’ha vista in prima fila sul territorio, con iniziative in tutta Italia: dalle fontane sequestrate in Friuli nel 2010 per dire ‘’le acque sono sociali non capitali’’ alla giornata di mobilitazione regionale a sostegno della gestione pubblica del servizio idrico del novembre scorso a Rieti, dal simbolico tour delle sorgenti naturali in Valdelsa all’ultima iniziativa, quella di Sassari, dove solo pochi giorni fa i militanti di Cpi hanno regalato mille bottigliette d'acqua e distribuito centinaia di volantini per sensibilizzare la popolazione sul referendum.

“L’acqua è per definizione un bene pubblico, che, proprio perché appartiene a tutti, deve necessariamente essere sganciato dalle logiche del mercato e del profitto – sottolinea Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale di CasaPound Italia- Svenderla ai privati non solo non rappresenta una soluzione ai problemi di mala gestione, ma è eticamente sbagliato e dunque inaccettabile. Per questo l’invito di CasaPound Italia è a votare due sì convinti a entrambi i quesiti sull’acqua pubblica in occasione del referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno’’.

Alessandro Marocchi
Coordinatore Provinciale CasaPound Italia

casapoundriva@yahoo.it
www.casapounditalia.org




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Blitz di «Casa Pound» ieri nella centralissima piazza Garibaldi a Riva. Per esprimere il loro «sì» al quesito sull'abrogazione delle norme che dovrebbero privatizzare il servizio idrico, gli attivisti altogardesani hanno collocato un grande striscione accanto al fontanone ora abitato da due germani reali e da un'anatra mandarina, lasciando anche nell'acqua un volantino che consiglia il «sì» al referendum di domenica e lunedì.

l'Adige 08/06/2011


REFERENDUM
Anche a Riva Casa Pound chiede agli elettori due sì per l’acqua pubblica

RIVA. Unghie nere d’una mano che spunta dal polsino inamidato e dalla manica blu d’una giacca da manager: è l’immagine lasciata galleggiare sulla fontana di piazza Garibaldi da Casa Pound impegnata a replicare a Riva l’iniziativa attuata in altre cinquanta città italiane per invitare gli elettori a votare due sì domenica prossima ai referendum sull’acqua pubblica. Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale: «proprio perchè bene pubblico l’acqua
dev’essere sganciata dalle logiche del mercato e del profitto».


Il Trentino 8/6/2011

domenica 22 maggio 2011

Raccolta Firme - Comitato Guard Rail in Sicurezza



Domenica 22 Maggio ore 14:30 / 18:30 - Arco Piazza 3 Novembre



Firma la petizione per mettere in sicurezza i guard rail che hanno già causato troppi morti, soprattutto tra i motociclisti, presso il nostro gazebo.

Firma anche online su: http://www.firmiamo.it/stop-guard-rail-assassini-


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COMITATO GUARD RAIL IN SICUREZZA, RACCOLTA FIRME OGGI AD ARCO


Arco, 22 maggio – In piazza III Novembre ad Arco oggi verso le ore 14.30 fino alle 18 verrà allestito un gazebo del neonato comitato “Guard Rail in Sicurezza”. Lo scopo perseguito dal comitato è sensibilizzare riguardo alla sicurezza stradale tramite una raccolta firme che richiederà un impegno di spesa pluriennale all'Assessorato ai Lavori Pubblici della Provincia di Trento, al fine di montare lame a protezione dei ciclisti e dei motociclisti sulla rete stradale provinciale.

Il comitato nasce in Alto Garda a sostegno della campagna già portata avanti a Trento dagli amici di Daniele Pedrotti, ragazzo di vent'anni morto in moto il 26 marzo scorso a causa di un guard rail”. Spiegano i promotori del comitato.

I guardrail da sempre concepiti per impedire l’uscita di strada di un’auto in caso di incidente, spesso si trasformano in una micidiale ghigliottina per i motociclisti. Colpa della normativa europea di omologazione delle barriere stradali, la EN 1317, che non ha previsto una simulazione d’urto con il corpo del motociclista – proseguono i promtori del comitato – L’ Anas ha approvato di recente una nuova barriera, ribattezzata Anas H2 Bordo Laterale – SM, dove SM sta per 'Salva Motociclisti'. Progettata dal Centro Sperimentale di Cesano della stessa Anas, è caratterizzata dalla lamiera deformabile a onda che evita l’impatto con i paletti di sostegno. La proposta minima, spesso applicata in qualche strada, potrebbe essere la protezione di montanti e lamiere dei guardrail con materiale plastico o una banda metallica continua”.

In realtà varie sono le alternative per la sicurezza dei guard rail – concludono i promotori del comitato – ed il nostro intento è portarle all'attenzione dei politici. Sabato prossimo saremo in piazza a Riva del Garda per continuare la raccolta firme della nostra campagna”.



Comitato Guard Rail in Sicurezza






domenica 8 maggio 2011

LA FORESTA CHE AVANZA contro lo sfruttamento degli animali nei circhi










Arco, 7 maggio - “Loro non si divertono”. E’ questo lo striscione esposto questa sera all’entrata del circo ‘Mario Orfei’ dai militanti de ‘La Foresta che Avanza’, il gruppo ecologista di Casapound Italia. Durante l’attesa per l’entrata, poco prima dello spettacolo, i militanti dell’associazione hanno effettuato un presidio con volantinaggio contro l'utilizzo di animali nel circo, al fine di sensibilizzare i cittadini in coda all’ingresso dei tendoni.
“Basta ai circhi con gli animali, basta contributi statali a chi specula sulla loro sofferenza”. A dichiararlo è Lorenzo Tonini, responsabile provinciale del gruppo ecologista di CPI.
“Combattiamo lo sfruttamento animale – afferma Tonini – relativo a feste, sagre et similia, concentrandoci soprattutto nella lotta contro i circhi che prevedono numeri con animali. Chiediamo che i contributi statali che l'attività circense riceve ogni anno grazie alla legge 163 del 1985, si parla di milioni euro, vengano concessi esclusivamente ai circhi che non sfruttano animali. A livello locale chiediamo che le amministrazioni comunali siano sensibili a tale problematica impedendo nei loro comuni la sosta di questi carrozzoni della sofferenza”.
“Questa è solo la prima delle nostre iniziative, che attueremo su tutto il territorio trentino, a difesa dell’ambiente e degli animali, contro la mercificazione della vita, in tutte le sue forme – conclude Tonini – La Foreste che Avanza, forte delle esperienze di lotta precedentemente acquisite in altri ambiti, vuole distanziarsi dai soliti parolai peace and love, usando come metro di valutazione la battaglia indefessa e costante, affinché ai manifesti e alle parole seguano le azioni”.
Lorenzo Tonini
Reponsabile 'La Foresta che Avanza' Trentino




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