domenica 3 aprile 2011
Birmania: Diario di Viaggio
venerdì 10 dicembre 2010
Libro "Baci e Bastonate" di Augusto Grandi
di Augusto Grandi
Dal libro:
- Ma come ti sei vestito? -. Stefano è allibito guardando Paolo arrivare tutto orgoglioso del suo nuovo abbigliamento.
- Perché? Cosa c'è che non va? Me lo sono appena fatto comprare da mia madre. Vedrai che effetto quando entriamo in Sezione, - replica Paolo, un po' sorpreso per la reazione dell'amico, ma ancora convinto di essere vestito adeguatamente.
- Non c'è dubbio che farai effetto. Ti sei conciato da compagno.
Paolo comincia ad avere qualche dubbio in più, ma si difende: - Ma che compagno. Ho letto sull'«Espresso» di mio padre che noi fasci andiamo in giro con il giaccone militare verde oliva. Così ho chiesto a mia madre di comprarmelo...
Stefano scoppia in una risata incontenibile: - Ma non c'era una foto, sull'Espresso? Quello che hai addosso non è un giaccone militare. È un eskimo. Cioè la divisa dei compagni...
***
«Rispetto alle autobiografie, spacciate per saggi, riversatesi nelle librerie col trentennale del 1977, quella di Augusto Grandi è proprio un “Mi ricordo”, ovvero ricordo me, con le mie grandi ingenuità e le mie piccole astuzie. Un “Mi ricordo”, non un “mi rimpiango”…
Al di là delle diverse sfumature - luoghi di vita vicini, ma non uguali: complementari; età altrettanto vicine, ma non uguali: adiacenti –, Augusto e io siamo sempre stati fianco a fianco alle nuove Termopili».
(dalla Prefazione di Maurizio Cabona)
***
- Non hai mai rimorsi?
- Io no… non ho rimorsi. Ma non rifarei praticamente nulla… Eravamo troppo giovani quando abbiamo cominciato, e il mondo funzionava così. Non ho voglia di processare il mio passato. Nessuno ha processato i politici di governo di allora, che sono i responsabili maggiori di quanto è capitato. Nessuno ha processato i magistrati che hanno creato odio e rancori con sentenze indecenti. Nessuno ha processato gli sbirri che hanno ucciso ragazzi disarmati. Nessuno ha processato i giornalisti che scrivevano di sedicenti brigatisti rossi o di faide interne all’estrema destra ogni volta che ammazzavano uno di noi. E allora dovremmo essere io e te a processare la nostra storia. Eh no...
***
Augusto Grandi, giornalista de Il Sole24ore - corrispondente per il Piemonte e la Valle d'Aosta -, è torinese. È autore di "Un Galeone tra i monti" (pubblicato dall’Editore Musumeci), "Sistema Torino", "Sistema Piemonte" e ha collaborato ai volumi "Monferrato", "Piemonte terra di emozioni, terra di golf" e "Piemonte frontiere".
lunedì 6 dicembre 2010
Un altro maledetto Venerdì
martedì 16 novembre 2010
Ezra Pound - Cineforum dell'Asso di Cuori
Ezra Pound is not dead.
E ci si incontra per ricordarlo.
Ci si incontra a Venezia, a Padova, Vicenza, Verona, Riva del Garda e Bolzano, tante date,ma ne servirebbero mille altre ancora per assaggiare un po' del poliedrico Pound.
A Riva del Garda viene proiettato un filmato, tratto dalla collana “intelligenze scomode del '900: Ezra Pound”,a cura dello storico Giano Accame e prodotto da Rai Educational.
Sullo schermo un uomo anziano distante e barricato nel silenzio.
Sono storici, letterati e la figlia Mary de Rachewiltz ad interpretare il pensiero del “miglior fabbro”, appellativo che deriva da un verso di Dante e che il poeta Eliot, dedica all'amico Ezra Pound.
Ci raccontano di un giovane uomo che abbandona il suo Paese alla ricerca delle avanguardie culturali che si respiravano in Europa, per poi stanziarsi definitivamente in Italia.
In Italia per sfuggire dal freddo del nord Europa, in Italia perché la vita costa meno.
Queste le ragioni.
La figlia parla di un poeta economista che sognava il rifiuto del capitalismo, una gestione etica dell'economia attraverso l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e del processo del denaro che produce denaro, ossia il divinizzato mostro dell'usura, motore dei circuiti finanziari.
Ed è per questo che durante la Repubblica Sociale di Salò, alla quale aderì, Pound si servì di Radio Roma per scuotere le coscienze dei connazionali.
Tratto da “Cantos XLV”
Con l' usura non c'è uomo che abbia casa di buona pietra.
Con l' usura non arriva al mercato la lana,
le pecore non apportano i guadagni dell' usura.
L' usura è una peste, l' usura
smussa la destrezza della filatrice.
Il tuo pane sarà sempre di stracci rancidi,
il tuo pane sarà secco come carta,
senza grano di montagna, senza buona farina.
Con l' usura la linea diventa rozza,
con l' usura non ci sono limiti precisi
e non c' è uomo che trovi posto per vivere.
Senza pietra sta lo scalpellino,
senza filo il tessitore.
Nel dibattito seguito al cineforum viene citato Piero Sanavio e il suo saggio, “La gabbia di Pound” edito da Fazi. Per meglio inquadrare il personaggio, Sanavio racconta di come il Poeta male interpretò quella frase “tutto questo è divertente”, detta da Mussolini riferendosi ai Cantos: non si sarebbe trattato infatti di un complimento ma bensì della lettura superficiale del Duce. Questo a voler sottolineare come l'interesse di Pound per il fascismo fosse ben lontano da quella che potrebbe essere definita un' adesione culturale e ideologica al regime ma un frutto di una visione utopica, la quale si sarebbe nel corso degli anni frantumata.
Profondi conoscitori di Pound ce ne raccontano il vissuto: dall'arresto ad opera dei partigiani italiani, alla consegna ai militari statunitensi perché lo rinchiudessero con l'accusa di tradimento a Pisa nella “gabbia da gorilla”, e successivamente il trasferimento nell'ospedale psichiatrico di Washington .
Pound era un traditore della patria, Pound era un pazzo.
Con lui vennero ingabbiate anche le idee rivoluzionari per lasciare libere solo quelle fantoccio epurate dal loro carattere sociale. D'altra parte il poeta pazzo vende, l'economista instabile no e risulta per giunta pericoloso!
Si susseguono altri personaggi sullo schermo, ognuno di loro,secondo le rispettive competenze,aggiunge un tassello al mosaico poundiano,hanno molto da dire,da raccontare e da analizzare ma ognuno di loro alla fine della dotta esposizione conclude quasi per scusarsi col pubblico nel medesimo modo:
No, Pound non era fascista. Un libertario, forse. Per scindere l'uomo e le sue idee, alienarlo dalla propria realtà.
Poi è il turno di Pasolini con la sua intervista al poeta, dà lettura del Cantos 81:
Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredita’
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,
Quello che veramente ami è la tua vera eredita’
La formica è un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l’uomo
A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo
Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilità dell’artefice,
Strappa da te la vanità,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanità
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Metà nero metà bianco
Né distingui un’ala da una coda
Strappa da te la vanità
Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
Avido di distruggere, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità. Avere, con discrezione, bussato
Perché un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata
Questa non è vanità.
Qui l’errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare
La realtà risulta assai diversa da quella dei sapienti che vorrebbero incasellare il “miglior fabbro”.
***
Giulia
martedì 9 novembre 2010
venerdì 4 dicembre 2009
CasaPound in piazza per la Libertà d'espressione
Riva del Garda, 4 dicembre – Domani sabato 5 dicembre, l’associazione CasaPound Italia sarà presente in piazza Cavour dalle ore 15 circa per manifestare a favore della libertà d’espressione. A muovere tale iniziativa il rifiuto da parte dell’amministrazione comunale rivana di concedere una sala pubblica all’associazione Asso di Cuori, che avrebbe voluto svolgere un dibattito sulla figura del Comandante Ernesto “Che” Guevara.
“Ci siamo sorpresi dei chiarimenti addotti al diniego della sala in un colloquio avuto con il vice segretario dell’Ufficio Cultura, Sport e Turismo”. Commenta in una nota Alessandro Marocchi, responsabile di CasaPound Italia Riva.
“Oltre a motivazioni prive di senso come l’impossibilità di garantire l’ordine pubblico, le motivazioni sono state di carattere politico, che tradotto significa volontà di non far esprimere una certa comunità, evitare cioè che essa possa dialogare con la propria generazione e con tutta la cittadinanza. Ci domandiamo perplessi perché questa amministrazione che non perde occasione per ammantarsi di democraticità, a sua totale discrezione decida poi chi possa parlare e chi invece debba tacere, senza nemmeno provare a cercare un confronto”.
Conclude la nota Marocchi: “Scendiamo in piazza perché c’è ancora qualche nostalgico degli steccati ideologici, che fingendosi garante di libertà impedisce ai giovani di comunicare tra di loro. Domani grideremo un forte no sia ad ogni pregiudizio intollerante, sia ad ogni bavaglio che qualcuno vorrebbe metterci perché non allineati al suo pensiero”.
Alessandro Marocchi
Responsabile CasaPound Italia Riva del Garda
www.casapounditalia.org
casapoundriva@yahoo.it
***
CASAPOUND, DAL SINDACO BEFFARDO TANTA IPOCRISIA
Riva del Garda, 6 dicembre – Ieri pomeriggio in Piazza Cavour a Riva del Garda si è svolto con successo il presidio dell’associazione CasaPound Italia. Ricevendo grande interesse da parte della cittadinanza, una trentina di militanti dell’associazione ha distribuito centinaia di volantini recanti le motivazioni della manifestazione per la libertà d’espressione. Libertà negata da questa amministrazione, che si è rifiutata di concedere sale pubbliche ad un’associazione culturale quale l’Asso di Cuori per la propria attività.
“Rimaniamo allibiti dalle dichiarazioni del nostro sindaco. Leggiamo e troviamo solo un tono tronfio e provocatorio”. Dichiara Alessandro Marocchi, responsabile di CasaPound Italia Riva. “Tutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente, ad esprimersi in varie forme e invece per il signor sindaco noi non abbiamo questi diritti. Purtroppo un colloquio immediato con il signor sindaco non era possibile per i suoi impegni istituzionali di venerdì, ma proveremo a fissare un appuntamento, anche se è alquanto sorprendente il dover essere noi a confrontarci con lui e non viceversa.
“Le dichiarazioni a l’Adige di ieri sono intrise di retorica, di una miseria disarmante – conclude Marocchi. Non si deve inoltre preoccupare il signor sindaco dei nostri genitori, i quali sono fieri di ciò che facciamo per cercare di cambiare le cose, al contrario di chi, riconoscendo da sé di essere vecchio e di non capire, gioca con il potere, svolgendo il ruolo di sindaco part time e di senatore a Roma”.
Alessandro Marocchi
Responsabile CasaPound Italia Riva del Garda
casapoundriva@yahoo.it
www.casapounditalia.org
Il Trentino, 5-12-09
L’Adige, 6-12-09
Il Trentino, 6-12-09
L’Adige, 8-12-09
sabato 3 ottobre 2009
Tutti pazzi! Tutti pazzi!
In data 3 ottobre, si è presentata a Riva del Garda in un noto albergo cittadino l’associazione CasaPound Italia e l’associazione giovanile “Asso di Cuori”, a seguito di una settimana decisamente travagliata sia per la nostra cittadina che per i protagonisti dello show politico di piazza. Da una parte si sono riuniti un centinaio di giovani e giovanissimi animati da uno spirito volontaristico, ardito e di giustizia sociale, dall’altra mummie, reduci, “scappati di casa” e folklore nostalgico via discorrendo, animati da ignoranza, livore, odio politico. Questi i fatti, la cruda realtà. Appelli, allarmismi, mistificazioni si sono sprecati da parte dei sopravvissuti dell’ ANPI e di Rifondazione che non hanno certo perso l’occasione per cavalcare la scena, certi dell’ assoluta impunità che godono loro, i sacri difensori della Costituzione che però non sono poi così attenti al codice civile, tanto da svolgere la loro arlecchinata senza autorizzazione alcuna. E non è tutto: si pensi solo che il Comune ha consegnato le chiavi di porta San Michele a questi veterani da salotto per appendere il loro striscione, e per farlo hanno distrutto la rete di protezione esterna. Sciocchezze per i dispensatori di libertà. CasaPound non ha e non ha avuto in questa occasione interesse alcuno nella contrapposizione sterile e futile di chi ragiona solo per anti- e per reazione, difatti essa è una realtà che progetta, propone, agisce e che se nostalgica la si vuole chiamare è solo nei confronti del futuro. La nostra città è stata purtroppo colpita dai buffoni di corte che hanno provato a tenerla in ostaggio, in particolare ci si riferisce al ricatto e alle minacce a mezzo stampa del centro sociale(?) Bruno rivolte ai nostri albergatori, i quali, rammaricati ed irritati dalla situazione, ci hanno espresso solidarietà dovendo in gran parte declinare la disponibilità per una sala conferenze per sincero timore di ritorsioni. Atti di chiaro terrorismo psicologico, sempre impuniti. Uno psico-dramma collettivo, del quale ovviamente ci è stata assegnata la parte dell’estrema destra brutta e cattiva, a noi che parti non recitiamo e che tale etichetta oltre a farci letteralmente schifo la assegneremo volentieri a chi invece è andato ieri in piazza. Noi, giovani della busa, ci siamo e ci saremo sempre, con un’attività sociale e culturale chiara e sotto il sole, a favore della nostra città per il nostro popolo. Gli altri, i forestieri, hanno esaurito il loro giro turistico, hanno sporcato un po’ qua e po’ là, e se ne sono ritornati mogi nelle loro tane lontane con i pugni in saccoccia.
CasaPound Italia Riva del Garda
i video della presentazione li trovi sul canale ufficiale di RivaNonConforme!

