Visualizzazione post con etichetta Volantini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Volantini. Mostra tutti i post

venerdì 6 aprile 2012

BLU: striscioni in tutta Italia contro la revisione dell'articolo 18



Blitz contro la revisione dell'"articolo 18"
Striscione di CasaPound sui cancelli di Dana, Aquafil, Cartiere e Arcese

RIVA - Striscioni contro la "cura Monti" e la riforma dell'articolo 18, sono comparsi nella notte in una cinquantina di città italiane. A rivendicare la protesta Blu, Blocco lavoratori unitario, il sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno azioni contro l'Arcese e altre imprese dei trasporti.
Questa volta il gruppo altogardesano è tornato in azione con una serie di striscioni contro la riforma dell'articolo 18 comparsi a Trento in zona industriale e in Busa sui cancelli degli stabilimenti industriali della Dana, della Aquafil, delle Cartiere del Garda e di nuovo dell'Arcese.
Secondo Blu «peggiorare la condizione dei lavoratori non porterà nuovi investimenti in Italia e certamente non impedirà alle imprese di delocalizzare alla ricerca di lavoratori low cost. Non saremo mai competitivi con i lavoratori del terzo mondo che lavorano per pochi euro, senza sicurezza, senza orari, senza tutele - spiega il volantino - finché non saremo schiavi anche noi». Per questo, si legge, «non crediamo alla riforma del lavoro, non crediamo che rendere più facili i licenziamenti porterà sviluppo per il paese e di conseguenza più lavoro. Il lavoro in sé non è indice di benessere: la qualità del lavoro, la sicurezza sul lavoro, la giusta retribuzione per il proprio lavoro sono benessere».
Secondo il sindacato di CasaPound Italia, «nessuna fabbrica verrà aperta in Italia grazie a questa riforma».
l'Adige 06/04/2012





Striscioni contro la riforma del lavoro
Blitz di Casa Pound ai cancelli delle principali industrie dell’alto Garda

ALTO GARDA. Il sindacato di CasaPound si scaglia contro la riforma del lavoro del governo Monti che ha preso di mira l’articolo 18. E per evidenziare il proprio dissenso il «Blocco lavoratori unitario» ha srotolato, in tutta Italia, striscioni di protesta. In Trentino i messaggi sono stati affissi a Trento in zona industriale e nell’alto Garda sui cancelli degli stabilimenti industriali della Dana, della Aquafil, delle Cartiere del Garda e di Arcese. La protesta è andata in scena in oltre 50 città italiane. «Non crediamo alla cura Monti - il commento di Casa Pound - ridurre i lavoratori alla schiavitù non aiuterà certo lo sviluppo».
il Trentino 06/04/2012






sabato 3 marzo 2012

Con l'azione all'Arcese nasce BLU - il sindacato di CasaPound


Autotrasporto: "Arcese prende i soldi e scappa in Romania" 
Blitz CasaPound Italia e Blocco Lavoratori Unitario a Riva del Garda 
Striscione e presidio contro 250 licenziamenti e delocalizzazione ‘occulta’ dell’azienda trentina

Riva del Garda, 3 marzo – “Arcese prendi i soldi e scappa… in Romania”. Questo lo slogan sugli striscioni, a firma CasaPound Italia e Blocco dei Lavoratori Unitario, affissi nella notte dinanzi alla Arcese spa, azienda trentina dell'autotrasporto tra le più grandi in Italia che, spiegano l’associazione e il sindacato in una nota, ‘’starebbe per avviare una procedura di licenziamento collettivo per 190 autisti, 10 operai e 50 impiegati, praticamente un quarto dei dipendenti (in Italia sono circa 1.100, 4mila in tutto il mondo). Tutto questo mentre non si fermano le assunzioni nelle filiali estere in Slovacchia, Polonia e Romania’’. Nel pomeriggio i militanti di CasaPound Italia, insieme ai lavoratori del Blu, sindacato apartitico alla sua prima iniziativa pubblica, volantineranno per le vie del centro, a Riva del Garda, per denunciare, a partire dal caso Arcese, come ‘’le multinazionali nostrane licenzino lavoratori italiani, si finanziano con soldi pubblici e intanto delocalizzino all'estero’’.
‘’In tutta la vicenda dell’azienda trentina – fanno sapere Blu e Cpi – c’è un ulteriore punto oscuro, che non trova conferme ufficiali ma nemmeno smentite: Arcese, che all'estero gode di sgravi fiscali considerevoli, avrebbe cominciato a cercare personale comunitario, immatricolando molti dei suoi mezzi nei paesi in cui sono state aperte le filiali della società. I camionisti stranieri, per poche centinaia di euro al mese, arriverebbero in Italia con la motrice Arcese slovacca, agganciando un rimorchio italiano e fermandosi a lavorare per settimane nel nostro paese’’.
‘’La politica industriale della provincia dimostra il suo ennesimo fallimento - sottolinea Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale di CasaPound Italia Trentino – Arcese, come molte altre imprese multinazionali trentine, ha ricevuto un finanziamento pubblico nel 2009 sotto forma di lease-back per 18 milioni di euro circa, dopo un periodo di grosso ridimensionamento ma ha continuato comunque a soffrire la crisi di settore e la crisi economica. Chiediamo che la società faccia chiarezza sulle sue intenzioni e che vengano tutelati i lavoratori in Italia, con la cessazione immediata della politica provinciale di finanziamento per le imprese che delocalizzano all'estero per sfruttare dipendenti a basso costo”.

Ufficio Stampa CasaPound Italia Riva del Garda
casapoundriva@yahoo.it





-------------
Rassegna Stampa:

il Trentino 04/03/2012

l'Adige 04/03/2012

A RIVA E ARCO CONTRO ARCESE MANIFESTA CASAPOUND:
 Protesta di CasaPound contro la ditta Arcese: nella notte, gli attivisti hanno collocato, presso gli uffici di Arco, volantini e striscioni che recitano "Prendi i soldi e scappa in Romania", in polemica con l'azienda che - dicono - acquisisce finanziamenti provinciali per ricorrere a manodopera sottopagata dell'est. Con le stesse motivazioni CasaPound ha annunciato per il pomeriggio a Riva del Garda un presidio.

AUTOTRASPORTO: 
"ARCESE PRENDE I SOLDI E SCAPPA IN ROMANIA"
Riva del Garda, 3 marzo – “Arcese prendi i soldi e scappa… in Romania”. Questo lo slogan sugli striscioni, a firma CasaPound Italia e Blocco dei Lavoratori Unitario, affissi nella notte dinanzi alla Arcese spa, azienda trentina dell'autotrasporto tra le più grandi in Italia che, spiegano l’associazione e il sindacato in una nota, ‘’starebbe per avviare una procedura di licenziamento collettivo per 190 autisti, 10 operai e 50 impiegati, praticamente un quarto dei dipendenti (in Italia sono circa 1.100, 4mila in tutto il mondo). Tutto questo mentre non si fermano le assunzioni nelle filiali estere in Slovacchia, Polonia e Romania’’. Nel pomeriggio i militanti di CasaPound Italia, insieme ai lavoratori del Blu, sindacato apartitico alla sua prima iniziativa pubblica, volantineranno per le vie del centro, a Riva del Garda, per denunciare, a partire dal caso Arcese, come ‘’le multinazionali nostrane licenzino lavoratori italiani, si finanziano con soldi pubblici e intanto delocalizzino all'estero’’. ‘’In tutta la vicenda dell’azienda trentina – fanno sapere Blu e Cpi – c’è un ulteriore punto oscuro, che non trova conferme ufficiali ma nemmeno smentite: Arcese, che all'estero gode di sgravi fiscali considerevoli, avrebbe cominciato a cercare personale comunitario, immatricolando molti dei suoi mezzi nei paesi in cui sono state aperte le filiali della società. I camionisti stranieri, per poche centinaia di euro al mese, arriverebbero in Italia con la motrice Arcese slovacca, agganciando un rimorchio italiano e fermandosi a lavorare per settimane nel nostro paese’’. ‘’La politica industriale della provincia dimostra il suo ennesimo fallimento - sottolinea Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale di CasaPound Italia Trentino – Arcese, come molte altre imprese multinazionali trentine, ha ricevuto un finanziamento pubblico nel 2009 sotto forma di lease-back per 18 milioni di euro circa, dopo un periodo di grosso ridimensionamento ma ha continuato comunque a soffrire la crisi di settore e la crisi economica. Chiediamo che la società faccia chiarezza sulle sue intenzioni e che vengano tutelati i lavoratori in Italia, con la cessazione immediata della politica provinciale di finanziamento per le imprese che de localizzano all'estero per sfruttare dipendenti a basso costo”.

venerdì 24 febbraio 2012

Buttafuoco a Pergine Valsugana


Pergine Valsugana, Auditorium don Milani Venerdì 24 febbraio 2012 - ore 20.30 

Un libro che regala al lettore una certezza e una speranza. La certezza è quella di trovarvi la conferma che Pietrangelo Buttafuoco è, indiscutibilmente, uno dei più originali scrittori contemporanei. La speranza è quella di immaginare un futuro di pace e armonia nel più bel continente del mondo, il “continente liquido”: il nostro splendido Mediterraneo.

per info: www.vxp.it

venerdì 17 febbraio 2012

Face the Truth


Concerto con NO PRISONER, BRIGATA ZIDIOSA e GREEN ARROWS per la presentazione del loro nuovo album Face the Truth edito da Black Shirts Records.

Per info: ub37transfer@gmail.com

mercoledì 8 febbraio 2012

Commemorazione vittime delle foibe


Sabato 11 febbraio - ore 18:00 
 Largo Caduti delle Foibe - Rione De Gasperi - Riva del Garda 

 Commemorazione in onore di tutti i martiri delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia.

venerdì 3 febbraio 2012

Commemorazione vittime del Cermis


Sabato 4 febbraio CasaPound Italia porterà una corona d'alloro sulla lapide a ricordo delle vittime della Strage del Cermis del 1998, avvenuta ad opera di un aereo militare statunitense. 
La partenza da Riva del Garda è prevista per le ore 8:00.



giovedì 26 gennaio 2012

I vampiri sono tra noi


E' iniziata anche a Riva del Garda la raccolta firme "Firma la legge, ferma Equitalia".
Si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede di mettere un freno allo sconsiderato sistema di riscossione dei crediti. 

Servono 50.000 firme perché la legge possa essere presentata.
Fai la tua parte e ferma i vampiri.

Per sapere luogo e data dei banchetti di raccolta firme vai alla pagina: 

Tutte le info sul sito:

venerdì 9 dicembre 2011

Natale Solidale. Con soli 5 €.





Anche questo Natale puoi sostenere le nostre iniziative di solidarietà internazionale con l'acquisto di un pandoro o panettoni a soli 5 €.


Ci trovi il 10 dicembre a Riva del Garda in piazza delle Erbe e l'11 dicembre ad Arco in piazza III Novembre.


Un piccolo gesto, una bella idea regalo e hai portato il tuoi aiuto dove serve, tramite un'associazione che da oltre 20 anni si contraddistingue per impegno, serietà e costanza.


Tutte le info sui progetti di solidarietà le trovi sul sito www.luomolibero.it
Segui l'Uomo Libero anche su facebook.
E sempre su facebook invita i tuoi amici a partecipare.


Walter e tutti i volontari de l'Uomo Libero ti augurano un felice Natale.

giovedì 1 dicembre 2011

CasaPound, Whirlpool nel mirino



Decine di cartelloni a Siena, Trento, Varese e Napoli contro i licenziamenti della multinazionale


Trento, 1 dicembre - "Whirlpool alza il tiro e ti tiene in ostaggio": con questo messaggio in calce CasaPound Italia semina decine di cartelli recanti un mirino puntato sui lavoratori della multinazionale degli elettrodomestici a Siena, Trento, Varese e Napoli attorno agli stabilimenti Whirlpool.


"Con questa azione vogliamo porre l'attenzione nei centri italiani dove l'azienda è maggiormente presente sui tagli al personale che Whirlpool sta operando". Così dichiara Alessandro Marocchi, responsabile provinciale di CasaPound Italia in Trentino, che continua spiegando che "circa 1.000 lavoratori italiani, rientranti in un piano di licenziamento a livello mondiale di circa 5.000 uomini, interesseranno altrettante famiglie gettate sul lastrico. A Siena e Napoli già pare si sia deciso l'esubero, a Trento si parla di 70 esuberi 'concertati' ed a Varese si sciopera, CasaPound Italia entra anche in questa lotta a fianco degli operai e della produzione nazionale, dopo le numerose battaglie combattute ad ogni livello territoriale e nazionale”.


La nota di Cpi termina con un avviso: "l'ingordigia delle multinazionali e della grande industria, assommata ai pesantissimi provvedimenti preannunciati dal governo Monti-Goldman Sachs e dall'attacco internazionale contro l'Italia, sta determinando il collasso della settima potenza economica mondiale nonchè seconda manifatturiera europea. La nostra. La difesa del lavoro italiano, delle aziende strategiche a controllo pubblico come Eni, Enel e Finmeccanica e l'acquisto di titoli di Stato da parte di noi italiani diventano un atto di difesa contro espliciti atti di guerra".


Ufficio Stampa CasaPound Italia Trentino
casapoundriva@yahoo.it





lunedì 21 novembre 2011

Festa dell'albero




Ambiente: un albero contro il grigio, 
il dono della Foresta che Avanza ai Comuni italiani
L’azione del gruppo ecologista di CasaPound Italia in numerose città


Riva del Garda, 21 novembre – Un albero per cancellare il grigio dalle nostre città. Nella notte tra il 20 e il 21 novembre i militanti della Foresta che Avanza, gruppo ecologista di CasaPound Italia, hanno donato alberi ai Comuni di numerose città in tutta Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. ”Con tale omaggio, di cui si spera le istituzioni comunali si prendano cura – afferma il responsabile nazionale della Foresta che Avanza Alberto Mereu – vogliamo sottolineare l’inefficienza delle politiche ambientali nel nostro paese, dove il grigio la fa sempre più da padrone a discapito del millenario patrimonio floristico e paesaggistico”. ”Abbiamo scelto il 21 novembre – prosegue Mereu – perché coincide con l’ormai dimenticata ‘Festa dell’albero’ di cui Arnaldo Mussolini fu ideatore oltre ottant’anni fa. Esperto selvicoltore e fervente amante e difensore della patria natura – ricorda Mereu -, Mussolini affermava: "In Italia si deve generalizzare un nuovo convincimento, che io vorrei definire il culto dell’albero, e come tale la propaganda del Comitato Nazionale Forestale può interessare le montagne e le marine, le rupi scoscese e i greti dei fiumi, la pianura, i viali alberati della città e le piantagioni che dovrebbero allinearsi lungo le strade nazionali, le autostrade, i relitti ferroviari e le stesse stazioni fiorite".
"Queste parole, che a distanza di quasi un secolo risultano essere incredibilmente all’avanguardia e sembrano rispondere in maniera esaustiva ai problemi ambientali italiani, sono la motivazione primaria dell’azione dei militanti della Foresta che Avanza – conclude Mereu – Da esse ha principio il filo verde che ancora oggi, in un’Italia sempre più grigia e abbandonata, unisce il nostro gruppo a chi ha lavorato appassionatamente per preservare la vita e la bellezza della nostra terra".



***



il Trentino 22/11/2011


l'Adige 24/11/2011

Pullman per Napoli


giovedì 10 novembre 2011

Educazione Siberiana


"Solo chi apprezza veramente la vita e la libertà, e combatte fino in fondo, 
merita di vivere libero..." 

 per partecipazioni: casapoundriva@yahoo.it

venerdì 28 ottobre 2011

Augusto Grandi presenta: scemo chi legge


Sabato 29 ottobre · 16.00 - 19.00 
Astoria Park Hotel, Riva del Garda Viale Trento 9 Riva del Garda, Italy

SCEMO CHI LEGGE
è un workshop gratuito di giornalismo tenuto dal giornalista e scrittore Augusto Grandi.

Augusto Grandi è giornalista e scrittore, dal 1987 redattore del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta.
Autore di numerose opere, citando solo le ultime: "Baci e bastonate", "Lassù i primi. La montagna che vince", "Razz. Politici d'azzardo" e nel 2011, in coppia con Teresa Alquati, ha firmato "Eroi e cialtroni: 150 anni di controstoria".
Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e il premio "Giornalista solidarietà". Nel 2008 ha ottenuto il Premio GrinzaneMontagna per il saggio "Lassù i primi", l'Anguillarino d'Argento per "Baci e bastonate" ed ha vinto il Premio Acqui Ambiente. Nel 2010 gli sono stati assegnati il premio alla carriera "Officina delle idee" della Città di Rivarolo Canavese e il premio alla carriera "Polesani nel mondo". È membro della giuria del "Premio Acqui Storia”.

All'interno del workshop verrà presentato il libro di Augusto Grandi "Eroi e Cialtroni. 150 anni di controstoria".


Ad Augusto Grandi piace accostare gli opposti. Baci e bastonate si chiamava la sua raccolta di raconti militanti sugli anni '70, un libro profondo e delicato, a tratti poetico, che ha la prerogativa rarissima, forse unica, di esprimere esattamente quell'epoca su cui tanti hanno sproloquiato dottamente e invano. Un vero capolavoro pubblicato nel 2007 per l'Angelo Manzoni editore, in vendita a 12 euro e da non perdere in alcun caso. Eroi e cialtroni si chiama il libro appena uscito per le edizioni Politeia che tratta 150 di controstoria italiana. Una controstoria economica e sociale che pur si legge d'un fiato, malgrado la materia in sé possa presentarsi ostica. Augusto Grandi, giornalista del Sole 24ore, non è per niente prigioniero di schematismi o tecnicismi ma rende piacevole e scorrevole la lettura del saggio storico che presenta con Teresa Alquati, firma più volte apparsa sul settimanale Linea. 

174 pagine per 15 euro. Centosettantaquattro pagine che ripercorrono i fils rouges della storia incompiuta di un Paese che ha sempre esitato a farsi, e soprattutto, a sentirsi, Nazione. Così si scoprirà che sono centocinquantanni di lotta tra individualismo egoistico e sentimento comune, centocinquantanni di contrasto tra le classi dirigenti inadeguate e cialtrone e l'inventiva di base. Si noterà che in Italia permane lo scontro tra classe e nazione. E che ciò avviene più dall'alto che dal basso, la risposta sociale essendo stata quasi esclusivamente indirizzata a farsi nazionale. Questo spiega anche l'incredibile feeling che si sviluppò tra padronato e Cgil ed enfatizzerà il ruolo antisociale, antinazionale e oligarchico del sindacato comunista italiano. Ne emerge altresì la conflittualità continuativa tra Stato e oligarchia industriale e finanziaria, con tutto l'operato antistatale – o di affossamento e sfruttamento statale – da parte delle poche famiglie dominanti. Una fatica improba, vinta, almeno in parte, solo con il dirigismo, l'impegno totalitario e l'esempio. 

“Era evidente che Mussolini aveva trasformato l'Italia in una potenza industriale, nonostante le resistenze degli industriali stessi” afferma, giustamente Grandi nell'affrontare la grande rivoluzione socioeconomica e morale del Ventennio. Ma lo sforzo ventennale è poco rispetto a centotrent'anni d'improvvisazione egoistica, di assenza di programmazione, di rifiuto d'investimenti, di puro e semplice sciacallaggio. Una piaga, lo sciacallaggio, che viene da lontano, che è pre-unitaria e che continua a fare dell'Italia un Paese con la mentalità e le strutture del Terzo Mondo. Solo che un secolo e mezzo fa si trattava di un Paese che doveva crescere, oggi invece è un Paese in competizione perdente con tante e tante economie emregenti ed ha, quindi, avanti a sé prospettive molto buie. 

Così assume una luce più precisa e rigorosa anche la questione del Mezzogiorno che non si può esaurire con le pur opposte affermazioni sloganistiche e pretestuose dei padani e dei meridionalisti.

La politica di rapina post-unitaria da parte piemontese giocò un ruolo importante nell'acuire il distacco tra nord e sud ma ci furono anche altre ragioni. Come per esempio l'impossibilità del Meridione di creare sistemi a rete visto che aveva due grandi città, Napoli e Palermo ma, per il resto non vi erano lo sviluppo territoriale e la possibilità sinergica già riscontrate in Piemonte e Lombardia.

 L'Italia unita peraltro era povera; in tre decenni emigrò il quaranta per cento della sua popolazione, i due terzi dei migranti partirono dal nord e il terzo restante fu meridionale. Il vero gap, a favore del settentrione, si verificò però non tanto con l'azione da predoni dei Savoia nel sud, quanto a partire dell'elettrificazione e della costituzione del polo industriale nel nord-ovest. 

Il fascismo mise tutto in piedi per attenuare le differenze ma incontrò resistenze soprattutto a sud dove assistenzialismo e rifiuto d'investimento rappresentarono i maggiori contrappesi all'unica politica meridionale efficace. 

Nel dopoguerra, insieme alla subordinazione dello Stato a poche famiglie e allo sfruttamento delle risporse pubbliche, insieme alla privatizzazione di guadagni e alla socializzazione delle perdite, insieme alla metastasi dello stato sociale trasformato in assistenzialismo paralizzante e in burocraticismo clientelare e inefficiente, si acuì ulteriormente il disavanzo nord-sud per colpa degli egoismi, e delle culture egoistiche, di ambo le parti. 

Eroi e cialtroni ripercorre a volo d'uccello tutte le fasi della nostra storia socioeconomica e mette dovutamente in luce come il tentativo di Enrico Mattei di dare un seguito alla politica economica del Ventennio, pur sostenuto da Fanfani, restò pressoché isolato. 

A salvare il salvabile, ma in un insieme di chiaroscuri, l'avvento del piccolo. Il sistema Pmi (piccole e medie imprese) ha concesso un sussulto all'Italia dopo i disastri degli anni Settanta ed ancor oggi fornisce qualche appiglio per il futuro. Ma, come segnala Grandi, senza strutture e ossatura davanti alle sfide della globalizzazione, non sarà possibile far nulla senza un intervento politico e programmatico di ampio raggio che, sulla base della nostra tradizione storica e dei dati attuali, appare piuttosto improbabile. 

Come sviluppare questo intervento politico e programmatico non viene assolutamente nascosto da Grandi e Alquati; non si tratta di gente abituata a criticare e a non mettersi in gioco di persona. 

Un libro prezioso, istruttivo e imprendibile. Senza uguali nel settore. 

Gabriele Adinolfi 
fonte: noreporter.org

***
l'Adige 02/11/2011

il Trentino 02/11/2011



venerdì 14 ottobre 2011

Autunno contro il caro vita - III edizione





Oggi il pane lo regala CasaPound! 
Lo stato ha aumentato l’IVA dal 20 al 21%: significa che saliranno i prezzi, soprattutto dei beni di prima necessità, nel tentativo di far fronte all’enorme debito pubblico. 
 Gli Italiani stanno pagando quotidianamente gli errori commessi da una classe politica che ha indebitato il Paese. 


CasaPound Italia propone: 
 - di calmierare il prezzo di alcuni beni primari sulla base di accordi tra grande distribuzione e amministrazioni locali; 
- di tassare i prodotti che fanno parte dell’alimentazione base (carne, pesce, latticini, pane, ecc..) con IVA ridotta al 4%; 
- di incentivare il kilometro-zero e la filiera corta; 
- di investire sulla produzione nazionale. 


Come gesto simbolico CasaPound Italia Riva del Garda distribuisce gratuitamente 50 kg di pane.


www.casapounditalia.org 

www.casapounditaliataa.it






sabato 10 settembre 2011

Direzione Rivoluzione


Roma, 9 settembre – Dibattiti con nomi della politica e dell’informazione, da Stefania Craxi a Mario Sechi, da Pietrangelo Buttafuoco a Gabriele Adinolfi. Ma anche formazione, sport, musica, teatro, volontariato, impegno sociale e un omaggio video a Pietro Taricone. Da giovedì 15 a domenica 18 settembre CasaPound Italia, chiuso il terzo anno di attività, si ritrova nel cuore di Roma, nella ‘postazione nemica’ di Area 19, per ‘Direzione Rivoluzione’, la festa nazionale del movimento nato a giugno 2008. Quattro giorni di analisi, incontri, formazione, cultura che vedranno riunita nella ex stazione occupata alle spalle dell’Olimpico la base militante dell’associazione: quadri, iscritti e simpatizzanti affluiranno nella capitale da tutta Italia per confrontarsi e fare il punto su risultati raggiunti e obiettivi futuri.

Ricco il programma culturale della quattro giorni, che, tra contest radiofonici e dj set, dedica il venerdì alla prosa, con il Teatro non conforme che mette in scena ‘Qualcuno faccia qualcosa’, e sabato alla musica dal vivo, con il concerto di ZetaZeroAlfa, Innato senso di allergia, Weekender Offenders, Divampa, Fantasmi del passato, Blind Justice.

Venerdì e sabato saranno le due giornate clou anche sul fronte dei dibattiti. I nuovi scenari geopolitici e gli equilibri mondiali che vanno delineandosi anche alla luce della cosiddetta ‘primavera araba’ saranno al centro dell’incontro in programma venerdì alle 17.30. Parteciperanno il sottosegretario agli Affari Esteri Stefania Craxi, lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco e il giornalista di Nilenews Yussef Ismail. A seguire, la presentazione della nuova onlus di CasaPound Italia, Solidarité-Identités, già impegnata in progetti di solidarietà in Birmania, Kosovo e Kenya, sarà l’occasione per discutere della funzione dell’associazionismo nel settore della cooperazione con Franco Nerozzi della comunità solidarista Popoli e Walter Pilo dell’Uomo libero onlus. Venerdì sarà anche la giornata dell’omaggio a Pietro Taricone, l’attore scomparso un anno e mezzo fa, che è stato tra i principali fautori della nascita della squadra di paracadutismo sportivo di Cpi, il ‘Gruppo Istinto rapace’.

Dalla crisi all’incubo speculazione, passando per le delocalizzazioni e lo spettro delle privatizzazioni: la politica e l’economia saranno i temi centrali della giornata del sabato. Alle 17.30 il direttore de ‘Il Tempo’ Mario Sechi, il fondatore del centro studi Polaris Gabriele Adinolfi, il giornalista del ‘Sole 24 Ore’ Augusto Grandi e il vicepresidente di Cpi Andrea Antonini si confronteranno sugli ultimi avvenimenti che stanno scuotendo l’Italia, ma anche buona parte dell’Occidente. E di risposte alla crisi che ha investito il nostro Paese si parlerà anche nell’incontro successivo, quando il vicepresidente di Cpi Simone Di Stefano e il responsabile culturale dell’associazione Adriano Scianca presenteranno il nuovo programma del movimento. Concluderà la giornata di lavori l’intervento del presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone.

Gli appuntamenti principali della festa verranno trasmessi in diretta su www.radiobandieranera.org

mercoledì 31 agosto 2011

Campo Base 2011


Raduno e partenza: Stazione autocorriere, Riva del Garda, sabato 04 settembre, ore: 8:00

Percorso di avvicinamento: Autostrada Brennero, uscire a Rovereto Sud, prendere le indicazioni per Riva del Garda, arrivati in centro seguire le indicazioni per la stazione delle autocorriere.

Grado difficoltà: E

Tempo complessivo di percorrenza: salita 3.oo ore ca.

Dislivello complessivo: 760 m ca.

Tipo di tracciato: sentiero selciato/sterrato

Descrizione itinerario escursionistico: Dal ritrovo prestabilito, si parte con i mezzi per il paese di Varignano, dove si parcheggerà; da qui si parte a piedi, si oltrepassa la chiesa dove inizia la strada che sale verso Padaro.
Arrivati ai piedi de "l’Olif Del Bottes" si abbandona la strada asfaltata e si gira a sinistra arrivando alla cava Cementi, si prosegue verso il bosco su un sentiero selciato, si arriva nei pressi di alcune pitture sulle rocce, si prosegue e si incrocia a sinistra il sentiero che scende verso Novino e la Volta di No, si sale arrivando ad una fontanella e successivamente in località Croce di Bondiga con panorama verso il lago di Garda , da qui si scende a sinistra prendendo il sentiero 401 per una decina di minuti fino a trovare quel piccolo sentiero in salita che ci porterà fino in loc.Vedese).


REGOLAMENTO

Durante l'intera escursione, i partecipanti devono attenersi alle direttive del Responsabile, anche se non previste nel programma. I minorenni possono partecipare alle uscite solo se accompagnati da persona maggiorenne ed autorizzata. Richiesti, inoltre, sono puntualità negli orari e spirito di adattamento.

I membri del Gruppo dovranno essere fisicamente idonei all'attività escursionistica, e il responsabile dell'escursione può rifiutare la partecipazione di chi a suo giudizio non sia in grado di affrontare il percorso previsto o non possegga l'opportuna attrezzatura, qualora necessaria.

Per le tue escursioni in montagna, scegli itinerari in funzione delle tue capacità fisiche e tecniche, documentandoti adeguatamente sulla zona da visitare. Se cammini in gruppo prevedi tempi di percorrenza in relazione agli escursionisti più lenti.
Provvedi ad un abbigliamento ed equipaggiamento consono all'impegno ed alla lunghezza dell'escursione e porta nello zaino l'occorrente per eventuali situazioni di emergenza, assieme ad una minima dotazione di pronto soccorso.
Informati sulle previsioni meteo e osserva costantemente lo sviluppo del tempo, in montagna le condizioni meteorologiche cambiano con grande facilità. Occorre essere preparati a repentini annuvolamenti e pioggia, per cui è calorosamente consigliato per il proprio benessere e la propria salute, un equipaggiamento adeguato
Nel dubbio torna indietro. A volte è meglio rinunciare che arrischiare l'insidia del maltempo o voler superare difficoltà di grado superiore alle proprie forze, capacità, attrezzature. Studia preventivamente itinerari alternativi di rientro.
Riporta a valle i tuoi rifiuti. Rispetta la flora e la fauna. Evita di uscire inutilmente dal sentiero e di fare scorciatoie. Rispetta le culture e le tradizioni locali ricordandoti che sei ospite delle genti di montagna.


INFORMAZIONI GENERALI

Attrezzatura di base obbligatoria: bastoncini telescopici, maglia o pile, giacca a vento impermeabile, pantaloni comodi, sovrapantaloni per pioggia, cappello e guanti,
scarpe da montagna a caviglia alta, maglietta e calzini di ricambio, coltello multiuso,
torcia elettrica (meglio se frontale), crema per protezione solare,borraccia piena,pasto leggero.

In inverno occorre aggiungere: ghette, casco, piccozza, ciaspole(racchette da neve), ramponi (in aggiunta alle ciaspole), scarponi rigidi o semirigidi in goretex o impermeabili, pantaloni per escursioni invernali, occhiali da sole con protezione totale.

Il viaggio avviene con i mezzi propri. Il programma può subire variazioni in funzione delle condizioni meteorologiche. I capi-gita si riservano di accettare o meno le adesioni all’escursione.

L'escursionismo è un'attività che può implicare dei rischi, per cui i membri del Gruppo Escursionistico devono essere tutelati. Sono tenuti quindi al pagamento dell'assicurazione, per proteggere sé stessi e La Muvra da eventuali danni subiti o arrecati a terzi.


www.lamuvra.org
www.casapounditalia.org

lamuvratrentino@yahoo.it
casapoundriva@yahoo.it

Il meteo lo si può vedere qui! Equipaggiarsi di coseguenza!

lunedì 22 agosto 2011

L'erba del Comune è sempre più verde











Dro, 22 agosto – Pochi giorni fa venivano arrestati per spaccio di stupefacenti un tunisino sbarcato recentemente da Lampedusa, due ragazzi di Rovereto e un ragazzo ventenne di Dro. Quest’ultimo fa parte del direttivo dell’associazione “Bas”, a cui l’amministrazione comunale droata ha concesso in comodato gratuito un locale pubblico per svolgere progetti nell’ambito del settore giovanile. I carabinieri nelle loro indagini hanno appurato che all’interno del centro giovanile gestito dall’associazione avvenivano scambi di droga e che lo spazio durante la perquisizione versava in condizioni di evidente degrado.

CasaPound Italia vuole denunciare una situazione di clientelismo che spesso si riscontra nella nostra provincia. “Quello che intendiamo condannare in questa vicenda non è tanto lo spaccio di droga, atto deprecabile di per sé, quanto invece quello che appare evidente come l’ennesimo sistema di gestione amministrativa che favorisce gli “amichetti” - dichiara Alessandro Marocchi, responsabile provinciale di CasaPound Italia – Il metodo è semplice: l’amministrazione concede ai soliti soggetti e agli amici degli amici finanziamenti e spazi in cambio di voti o altre prestazioni senza occuparsi dell’utilità effettiva di queste scelte che spesso si rivelano essere discriminanti e senza badare alla credibilità dei personaggi a cui si rivolgono questi benefici. “
“In questo caso chi aveva il dovere di controllo sull’operato dell’associazione “Bas” non ha vigilato e la mala amministrazione è emersa alle cronache solo grazie ad un episodio di droga – continua Marocchi – Questo sistema è inaccettabile e quantomeno ridicole si mostrano le dichiarazioni di chi afferma che l’associazione non aveva mai dato problemi e che tamponava il disagio giovanile.
Ebbene ora si conosce anche come, ed alla giunta di Dro questo sembra far piacere”.

Questo pomeriggio i militanti di CasaPound hanno compiuto un blitz in centro a Dro, affiggendo uno striscione all’ingresso del municipio e predisponendo in piazza un finto mercato della droga autorizzato dal comune. “Con questa azione - conclude Marocchi - vogliamo spingere l’amministrazione di Dro a prendere provvedimenti chiari ed immediati affinché la gestione degli spazi e dei finanziamenti si ispiri a criteri di reale interesse sociale, di trasparenza, e di merito ."


Alessandro Marocchi
Responsabile Provinciale CasaPound Italia

casapoundriva@yahoo.it
www.casapounditalia.org


***
Rassegna stampa:


il Trentino 24\08\2011



Spaccio a Dro, burla in municipio
Striscione di CasaPound: «L’erba del comune è sempre più verde»

Dall’associazione anche una severa condanna del «sistema di gestione che favorisce gli “amichetti“ e poi non vigila»

DRO. Il commento di CasaPound alla notizia che il centro sociale giovanile di Dro, secondo i carabinieri, sarebbe punto di ritrovo e spaccio di sostanze stupefacenti, non poteva che essere severo. Ma la condanna di un certo “clientelismo” a favore degli “amichetti” (i locali del centro sono proprietà del Comune) espressa in un comunicato dall’associazione, dichiaratamente di destra, è sdrammatizzata dalla burla messa in atto dalla stessa ieri pomeriggio. Con un blitz i militanti hanno affisso davanti al municipio di Dro uno striscione con la scritta «L’erba del comune è sempre più verde».
Sotto lo striscione, alcuni finti pani di droga. «Vogliamo spingere l’amministrazione di Dro - spiega Alessandro Marocchi - a prendere provvedimenti chiari e immediati». Per il responsabile provinciale di CasaPound la gestione degli spazi e dei finanziamenti pubblici «deve ispirarsi a criteri di reale interesse sociale, di trasparenza e di merito». «Quello che intendiamo condannare in questa vicenda - aggiunge Marocchi - non è tanto lo spaccio di droga, atto deprecabile di per sé, quanto invece quello che appare evidente come l’ennesimo sistema di gestione amministrativa che favorisce gli “amichetti”. Il metodo è semplice: l’amministrazione concede ai soliti soggetti e agli amici degli amici finanziamenti e spazi in cambio di voti o altre prestazioni senza occuparsi dell’utilità effettiva di queste scelte che spesso si rivelano essere discriminanti e senza badare alla credibilità dei personaggi a cui si rivolgono questi benefici. In questo caso chi aveva il dovere di controllo sull’operato dell’associazione “Bas” non ha vigilato e la mala amministrazione è emersa alle cronache solo grazie ad un episodio di droga. Questo sistema è inaccettabile e quantomeno ridicole si mostrano le dichiarazioni di chi afferma che l’associazione non aveva mai dato problemi e che tamponava il disagio giovanile».


l'Adige 24\08\2011


Dro Rimosso lo striscione di CasaPound.
L'amministrazione: «Provocazione di pessimo gusto»
Bas, Marocchi attacca : «Favori agli "amichetti"»

DRO - Lo slogan è perfino «divertente»: «L'erba del Comune è sempre più verde». La sostanza delle accuse, cioè una sorta di clientelismo associativo, lo è decisamente meno. Tanto che Patrizia Angeli, consigliere con delega alle politiche giovanili del Comune di Dro, taglia corto: «È una provocazione di pessimo gusto. Non c'è alcun privilegio per chicchessia». L'azione dimostrativa, un blitz di pochi minuti accompagnato dalla collocazione di alcuni volantini, è stata portata avanti da 4 attivisti del movimento CasaPound, collegato alla destra, a proposito dell'operazione antidroga condotta dai Carabinieri che aveva portato all'arresto di un giovane di Dro ed alla perquisizione della sede dell'associazione Bas, di cui il ragazzo faceva parte. «Quello che intendiamo condannare in questa vicenda - scrive il responsabile provinciale di CasaPound Alessandro Marocchi - non è tanto lo spaccio di droga, atto deprecabile di per sé, quanto invece quello che appare evidente come l'ennesimo sistema di gestione amministrativa che favorisce gli "amichetti"». «Il metodo è semplice - insiste - L'amministrazione concede ai soliti soggetti e agli amici degli amici finanziamenti e spazi in cambio di voti o altre prestazioni senza occuparsi dell'utilità effettiva di queste scelte che spesso si rivelano essere discriminanti e senza badare alla credibilità dei personaggi a cui si rivolgono questi benefici». «Non ci sono favoritismi di sorta - replica Angeli - La sede è chiusa e siamo in attesa della relazione dei Carabinieri e degli sviluppi». Il giorno dopo l'esplosione del «caso», il sindaco Vittorio Fravezzi aveva spiegato che il progetto legato all'associazione giovanile aveva dato buoni risultati ed anche che la sede era stata più volte oggetto di sopralluoghi. A sollecitarne la chiusura all'amministrazione era stato lo stesso 23enne Luca Bombardelli, presidente del sodalizio droato che conta oltre cento soci. «Chi aveva il dovere di controllo sull'operato dell'associazione "Bas" non ha vigilato e la mala amministrazione è emersa alle cronache solo grazie ad un episodio di droga - rincara però Marocchi - Questo sistema è inaccettabile e quantomeno ridicole si mostrano le dichiarazioni di chi afferma che l'associazione non aveva mai dato problemi e che tamponava il disagio giovanile. Ora si conosce anche come, ed alla giunta di Dro questo sembra far piacere».