lunedì 7 marzo 2011

Alla Festa dell'Italia

Sentendosi Popolo e Nazione
con diciassette anni tutta la vita


Manifestare a Bolzano.
Per onorare chi ci ha preceduto e per assicurare a chi da noi discenderà che non saranno gettati alle ortiche l'esempio e l'epopea di chi ha fatto sì che tutti noi siamo.

Manifestare a Bolzano, senza rancore per l'etnia tedesca, con rispetto per chi ha un suo Völkische Geist e con disprezzo per chi invece ne ha fatto un'arma per ottenere lauti contributi pubblici e statuti privilegiatissimi. Con quella mentalità che sembra maturata in un sindacato o in un servizio del parastato e che più di ogni altra cosa sta tradendo e avvilendo le gesta di coloro che ci precedettero, magari combattendosi tra loro, ma sempre per un'idea e per un senso di comunità.

Manifestare a Bolzano. Con centinaia e centinaia e centinaia di militanti di Casa Pound venuti da tutta Italia, davvero da tutta perché non era assente nemmeno una regione. In pullman, a spese proprie, due notti di viaggio, ore e ore di soste obbligate nei parcheggi per consentire alle forze dell'ordine di “garantire la sicurezza”. Di chi? Delle poche decine di idioti dai ghignanti sorrisi ingialliti e dalle schiene curvate sotto il peso dell'insignificanza che si pretendono “vigilantes” antifascisti? E chi mai avrebbe perso tempo a prenderli a sculacciate questi sopravvissuti a se stessi che sono morti dentro e neanche se ne sono resi conto?

Manifestare a Bolzano.
Con migliaia di persone sorridenti venute dalla città, dalla provincia, dalla regione, a sfilare con gioia e con portamento, sventolando bandiere tricolori, cui si mischiavano quelle della tartaruga su sfondo rosso e i fulmini del Blocco Studentesco su sfondo nero.

Manifestare a Bolzano. Senza urlare slogan scomposti, ma silenziosamente, serenamente, marzialmente, dietro le note di canzoni che riscaldano il cuore, intervallate da l'Inno a Roma e da Fratelli d'Italia. E farlo quasi senza rendersene conto perché, essendo io quasi in coda di un davvero impressionante corteo, le note non riuscivo praticamente a udirle tanto dall'aver creduto che si fosse scelto di marciare in silenzio...

Manifestare a Bolzano.
Tra gente commossa che piangeva, che si fermava bloccando all'improvviso la bicicletta o la macchina e applaudiva, e magari si univa al corteo. C'era gente che tirava fuori la bandiera che aveva recato appositamente con sé e la sventolava o se la legava sulle spalle e iniziava a sfilare. E c'erano persone anziane fuori di sé dalla gioia e dalla gratitudine che urlavano: “bravi ragazzi, che Dio vi benedica!” E c'era gente di lingua tedesca che si è unita al corteo dicendoci che era giusto, decoroso e anche rispettoso di loro.

Manifestare a Bolzano.
Con pochi motti scritti sugli imponenti striscioni che dicevano davvero tutto. “Nessun compromesso vale l'identità di un popolo”. “Sì alla convivenza, no all'arroganza”. E poi delle vere e proprie pietre miliari. Lo striscione del Blocco riportava una frase di Berto Ricci forse mai così attuale: “Nei momenti felici di una grande Nazione la gioventù prende lezioni. In quelli difficili le dà”. Poi c'era il riassuntivo “Fratelli d'Italia”. E infine il più eloquente ed il più attuale di tutti: “Il nostro marmo contro la vostra palude!”

Manifestare a Bolzano
contro il Paese legale che, unito, aveva benedetto la concentrazione di quelle poche decine di beccamorti che in nome della “consapevolezza” e definendo “storicizzazione” la distruzione della memoria storica di una Nazione, “presidiavano” la città, con il sindaco in testa. Con l'adesione completa delle sigle, dall'immancabile Anpi al Pd, dall'Idv alla Sel, dal Svp alla Lega. Ambiguo ma connivente il Pdl perché di Bondi è la firma della capitolazione e della liquidazione dell'italianità e la sua referente locale, la Biancofiore, a voler essere generosi non è esente da colpe.

Manifestare a Bolzano.
Esprimendo lo stato d'animo di una comunità di popolo.

Manifestare a Bolzano contro il Paese legale rappresentando, non per autoreferenzialità ma nei fatti, il Paese reale.
Tra migliaia e migliaia di persone di ogni ceto e di ogni età, tra tripudio di folla.

Manifestare a Bolzano.
E mettere vittoriosamente in evidenza lo scollamento tra il legale e il reale. I rappresentanti del Paese legale avevano ottenuto infatti ogni permesso, percorsi lunghi da attraversare per ipotetiche manifestazioni oceaniche. Difficilmente invece avrebbero riempito un pub. A stento questi annoiati rigurgiti artificiali dell'odio, questi surrogati ambulanti del niente, hanno superato il centinaio di sonnambuli a zonzo nella piazza. I “dannati” e tutto il Paese reale non si riuscivano invece a contenere negli spazi che erano stati concessi a loro nell'illusorio auspicio di neutralizzarli.

Manifestare a Bolzano.
Insieme a tanti giovanissimi ma anche a numerose persone poco più giovani di me e persino, incredibile ma vero, a qualcuno più vecchio. Tutti disposti a passare oltre venti ore in pullman, bruciando così il tanto prezioso “fine settimana” della nostra epoca post-borghese, per marciare per tre ore tra centinaia e centinaia di bandiere e per segnare una, sia pur piccola, pagina di storia di una Nazione che in troppi vorrebbero cancellare; ma non ce la faranno.

Manifestare a Bolzano.
Insieme a tanti giovanissimi ma anche a numerose persone poco più giovani di me e persino a qualcuno più vecchio. Tutti disposti a passare oltre venti ore in pullman solo per marciare per tre ore. Diciassette anni tutta la vita, dice uno slogan del Blocco...

Manifestare a Bolzano, che è Italia, senza avvilire chi, di etnia germanica, non è un parassita, anzi onorandone la storia e la memoria, esattamente come ammonisce la grande iscrizione, ovviamente incisa su marmo, presente proprio in piazza della Vittoria: Tu regere imperio populos, Romane, memento / (haec tibi erunt artes), pacique imponere morem / parcere subiectis et debellare superbos. Che significa: Tu, o Romano, ricordati di reggere i popoli col comando, tu avrai queste arti: imporre usanza di pace, risparmiare i sottomessi e distruggere i superbi. Ricordatene o Romano!

Manifestare a Bolzano,
dove tutto, con romana tolleranza, è bilingue, e poter offrire alle comunità, in quella stupenda, italianissima e fascistissima piazza, un unico augurio che ciascuno leggerà nella propria lingua: viva la Vittoria!

www.noreporter.org




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Quattromila persone, militanti di Cpi ma anche tanti cittadini, hanno partecipato ieri a Bolzano al corteo promosso da CasaPound Italia contro l'accordo siglato dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi con l'Svp per la 'storicizzazione' dei monumenti fascisti del capoluogo altoatesino. Partito da piazza della Vittoria e terminato nella stessa piazza con un simbolico lancio di rose rosse al monumento a Giuseppe Mazzini, il corteo era aperto da uno striscione in tedesco: ''Sì alla convivenza, no all'arroganza''. A seguire centinaia di tricolori che sventolavano, poi uno striscione cinque metri per tre: ''Nessun compromesso vale l'identità di un popolo''. Quindi le bandiere rosse con la tartaruga, simbolo di Cpi, e quelle del Blocco studentesco, con il fulmine cerchiato. E ancora striscioni con i nomi di tutte le regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, portati dalle rappresentanze delle sedi Cpi di tutto il paese arrivate in Alto Adige per dire che ''Bolzano è Italia''. A fare da sottofondo alla manifestazione la musica di Ludovico Einaudi, ma anche le canzoni di Rino Gaetano e di ZetaZeroAlfa, la band del leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone, mentre il corteo si è concluso, dopo gli interventi sul palco di Iannone Maurizio Puglisi Ghizzi, Gianfranco Piccolin, Donato Seppi e di Andrea Bonazza, coordinatore regionale di Cpi, con l'inno di Mameli.
''Anche in questa occasione - sottolinea Cpi - la nostra festa ha trovato un contraltare nella protesta di pochi isterici saccenti che non hanno saputo far altro che rispondere a una manifestazione numerosa, giovane e gioiosa con una contromanifestazione vecchia, noiosa e priva di contenuti innovativi: Questa è la nostra risposta a chi non ci avrebbe voluto in piazza ''

www.casapounditalia.org
www.radiobandieranera.org

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