martedì 8 febbraio 2011

Case vuoti e affitti alle stelle


Casa, in città 2.700 abitazioni sfitte
Comune al lavoro per scoprire evasione e affitti in nero

Francesco Terreri Nel campo delle finanze comunali e delle imposte sugli immobili, con il federalismo municipale potrebbero cambiare molte cose, sempre che vada in porto. Intanto però il Comune di Trento si attrezza per capire quanti sono in città gli alloggi non affittati e quanti di questi nascondono evasione fiscale e locazioni in nero. In base ad un primo calcolo, basato sui pagamenti dell'aliquota Ici del 9 per mille - quella per abitazioni non affittate appunto - le case sfitte nel capoluogo sono 2.700. Secondo il sindaco Alessandro Andreatta, occorre trovare nuovi incentivi, diversi da quelli fiscali, per riportare questi alloggi sul mercato e affrontare il fabbisogno abitativo utilizzando il patrimonio esistente. Il dato precedente sugli alloggi sfitti a Trento e in provincia risale al censimento 2001, dieci anni fa. Secondo la rilevazione, allora le abitazioni non occupate erano 3.071 su 48.141, oltre il 6%, mentre in tutto in Trentino erano 95.668 su 292.165, qualcosa come il 32%. Tuttavia, sia in città che in provincia, tra metà e i due terzi del totale erano seconde case e case di vacanza, a Trento soprattutto sul Bondone. Il dato attuale si basa invece sulla specifica aliquota Ici per le case non affittate. Il Comune incassa per l'Ici complessivamente circa 20 milioni di euro. Sulla prima casa, come nel resto d'Italia, l'imposta non si paga più. Ci sono ancora casi di aliquota agevolata al 4 per mille, ad esempio se si tratta di abitazioni principali concesse in locazione ad affitto concordato, che coincide con il canone moderato del piano provinciale di edilizia pubblica. L'aliquota ordinaria è il 6 per mille, mentre si applica il 7 per mille ad alberghi e pensioni che non esercitano attività o che la esercitano per meno di 60 giorni in un anno. Il 9 per mille è invece per le abitazioni per le quali non risultano essere stati registrati contratti di locazione da almeno due anni, indipendentemente dal fatto che siano destinate all'affitto o alla vendita. Sono esclusi alcuni casi, come gli alloggi concessi in uso a parenti e affini o la residenza secondaria in Italia di un soggetto residente all'estero. Il servizio tributi del Comune vuole però scoprire gli effettivi usi degli alloggi non affittati, per arrivare ad un'anagrafe degli utilizzi, che servirà da base anche per le future evoluzioni degli strumenti fiscali. Il lavoro si basa sull'incrocio di dati da più fonti, dal catasto all'anagrafe, dal fisco alle bollette elettriche. Con le utenze registrate da Trenta, in particolare, potrebbero essere individuati gli affitti in nero. Questa azione incrociata era prevista dall'ultimo decreto Tremonti, che resuscitava i consigli tributari. Pare però che la norma sarà cancellata. Il sindaco Andreatta ha commentato la situazione degli alloggi sfitti a margine della presentazione dell'accordo tra il Comune e l'Euricse per il «social housing» (vedi articolo in alto). «Noi non possiamo per legge aumentare l'Ici oltre il 9 per mille - ha ricordato Andreatta - Ma anche se potessimo portarla per gli alloggi sfitti al 12 o al 13 per mille, non credo sarebbe sufficiente per convincere i proprietari ad affittare. Dobbiamo attivare modalità nuove, con il coinvolgimento di banche e cooperative, per indurli a mettere in gioco gli immobili».

l'Adige 08/02/2011

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Peggio il male o la cura?
Meglio il Mutuo Sociale. Subito.

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